giovedì 25 ottobre 2018

PENSIERI DISORDINATI: Il web, un covo di insultatori seriali

Buongiorno a tutti!
Ho ripescato questa rubrica dai meandri più profondi del blog perché oggi ho un tema su cui vorrei riflettere con voi, un tema che mi sta tenendo la mente occupata da giorni ormai e sul quale non riesco a darmi pace.
Perché amiamo così tanto gli insulti? Questa è la domanda che mi sta affliggendo da tempo.
Perché spesso e volentieri sul web le persone cercano lo scontro a ogni costo e le discussioni sfociano in uno sterile gioco di ingiurie? Insomma, perché Facebook, Instagram e compagnia bella sono diventati un covo di insultatori seriali?


Facciamo un piccolo passo indietro.
Parlare con gli altri è sempre piacevole, esporre opinioni diverse e cercare di capire i punti di vista altrui (anche senza condividerli) è sempre in qualche modo utile; se siamo convinti che qualcun altro la pensi in modo "sbagliato" possiamo cercare di fargli cambiare idea e/o possiamo migliorare noi stessi. Il confronto, insomma, è alla base di ogni sviluppo ed evoluzione ideologica. Il confronto è sacrosanto.
E il web ci dà una possibilità incredibile: possiamo scoprire cose e conoscere persone con le quali altrimenti non avremmo mai avuto un contatto; è una possibile fonte di informazione, crescita personale, miglioramento del mondo.

Eppure sempre più spesso trovo commenti e post privi di scopo costruttivo, realizzati con il solo obiettivo di offendere. E questo non solo da parti di "ragazzini", ma anche e soprattutto (e questo mi preoccupa particolarmente) da parte di uomini e donne adulti, madri e padri di famiglia, coloro che dovrebbero essere maturi e responsabili.
Ciò vale in ogni ambito.
Facciamo un paio di esempi, uno tratto dalla cronaca recente e uno dalla mia vita personale.

I cosiddetti Ferragnez possono piacerci o starci altamente sulle balle (o possiamo essere semplicemente indifferenti, like me) e, visto che sono esposti nel sistema mediatico, possiamo tutti commentare le loro azioni. Abbiamo, in un certo senso, diritto a dire la nostra. Ciò che trovo veramente infantile, di pessimo gusto e indice di ignoranza è la critica che si trasforma in insulto gratuito.
L'esempio più ovvio che mi viene in mente è il ripetuto epiteto di "puttana" che vedo associato alla Ferragni. Che qualcuno mi spieghi il perché di questo termine: voi che lo usate, conoscete il significato di questa parola? O la usate così a caso?
Potete far notare loro che la festa al supermercato non è stata un'idea carina, potete dirle che "beh dai, l'acqua a otto euro costa un po' troppo" e potete aggiungerci argomentazioni varie, logiche, condivisibili e comprensibili... ma perché una puttana? Perché una zoccola venduta? Lo sapete almeno cos'è una zoccola? Che senso ha dir loro che meritano di bruciare tra le fiamme dell'Inferno? Che senso ha augurare loro la morte/la povertà/l'apocalisse?
Questa non è critica, questo non è utile: è l'apoteosi dell'ignoranza.

Esempio secondo, tratto dalla mia vita personale e argomentato con esperienze di miei conoscenti.
Molti autori non sanno accettare le critiche costruttive, perciò insultano i/le blogger che impegnano il loro tempo per leggere e commentare (con rispetto ed educazione) le loro opere.
Nel corso dell'ultimo anno mi è capitato due volte. La prima un'autrice ci ha minacciati di denuncia per una recensione in cui Marta (dopo aver elogiato alcune qualità del libro in questione) ha definito "squallide e inutili" alcune scene di sesso inserite nel libro. Questa è una critica alla struttura del romanzo, che rallenta in alcuni punti per inserire scene che risultano prive di scopo e di pessimo gusto se rapportate al resto della storia ( [...] Un aspetto che non mi è piaciuto per niente è la presenza e la descrizione di alcune scene erotiche che, sinceramente, giudico piuttosto inutili e squallide. Non ho capito perché l’autrice le abbia volute inserire e soprattutto descrivere nei dettagli: secondo me stonano proprio con il resto del racconto, non c’entrano niente, spezzano gli avvenimenti [...] ). L'autrice, ignorando i commenti positivi, si è incazzata come una bestia dandoci delle coglione-cretine-incapaci-idiote e tutto il dizionario degli insulti.
Secondo caso, recente, quello dell'autrice che mi ha accusata di (fondamentalmente) "non capire niente perché il male della mia generazione è la superficialità". E altri infiniti commenti poco piacevoli (sono una stupida incapace, a detta sua).
Situazioni simili sono all'ordine del giorno anche per altre mie "colleghe" blogger, che vedono offeso il loro intelletto (e in alcuni casi subiscono minacce alla famiglia, ma vi rendete conto?!) solo perché esprimono un parere.

Caso estremo e veramente assurdo sono poi i lettori ("grandi intellettuali") che nei gruppi di lettura si danno dell'idiota l'uno con l'altro perché hanno gusti letterari diversi. Lasciamo perdere, va.

Ora, io dico... parlare delle cose è così difficile? Non dobbiamo sempre essere tutti d'accordo, per l'amore del cielo; possiamo confrontarci, discuterne, trovare una soluzione.
Invece no, insultare è sempre più facile e veloce.
Nota per tutti coloro che agiscono in questo modo: dire agli altri che sono scemi non rende voi più intelligenti. La persona intelligente sa spiegare le sue ragioni senza scadere nell'offesa.

Mi sembra che davvero molte persone abbiano perso il senso dell'educazione e il significato della parola "civile". Se qualcosa proprio ti fa imbestialire e non riesci a continuare una conversazione online perché ritieni che l'altra persona stia dicendo cazzate, finiscila lì. Litigare non risolverà la situazione. Tieni i tuoi commenti cattivi per te nel privato, se proprio devi.
L'insulto non salva il mondo, al contrario trasforma una conversazione costruttiva in uno scontro all'ultimo sangue.


Per chi non lo sapesse, io studio Comunicazione e ora sto seguendo un corso sugli effetti dei media sulla società. La domanda che mi assilla è la seguente: di chi è la colpa di questa situazione?
Qualcuno potrebbe dire che sono i media, che con la loro "distanza", con l'assenza del faccia-a-faccia provocano questi scatti d'odio... beh, io non sono molto d'accordo. Credo che in quanto esseri umani senzienti abbiamo dei doveri e uno di questi è rispettare gli altri. L'inciviltà non è causata dai social, l'inciviltà è colpa delle persone che alla prima occasione buttano giù le maschere e si comportano come bestie. Conclusione: non è colpa dei media, è colpa vostra (nostra?).
Vi considerate persone di grandi valori? Dimostratelo sempre, anche sui social.

Bene, ora sono curiosa di avere il vostro parere sull'argomento, lasciatemi un commento ;)

Alex


N.B. Ovviamente il "voi" e il "tu" dell'articolo sono metaforici, non mi sto riferendo a nessun lettore in particolare. Sentitevi tirati in causa solo se siete tra quelli che effettivamente si comportano così.

11 commenti:

  1. Mi dispiace tanto per la tua esperienza negativa.
    A me è capitato che l'autrice una volta letta la mia recensione non mi abbia nemmeno ringraziata o altro, solo perché avevo bocciato il suo libro. Da quel momento quando un titolo mi sembra poco attinente ai miei gusti rifiuto senza farmi troppi problemi!
    Povere noi bookbloggers😅

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    1. Il problema è che entrambi i libri sopracitati erano attinenti ai nostri gusti XD

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  2. Bel post! l'argomento è sicuramente attuale ed effettivamente non trovo una risposta a questa cattiveria gratuita online.. sicuramente la mancanza del confronto diretto fa uscire fuori cose che altrimenti una persona normale tenderebbe a tenere per se. Però io credo influisca anche la relativa "novità" che hanno portato i social e che sopratutto le persone adulte non sono abituate a gestire.
    Una volta una persona poteva confrontarsi con una ristretta cerchia di persone (amici, colleghi, vicini, conoscenti) mentre ora chiunque può parlare con chiunque e questo cambiamento repentino ha amplificato un fenomeno che sostanzialmente è sempre esistito, quello degli insulti. Se ci pensi una volta se insultavi apertamente un tuo conoscente, dovevi poi affrontarne le conseguenze. Ora invece sembra che non ci siano conseguenze e anche per questo credo che le persone tendano a "scatenarsi" sui social.
    Secondo me bisognerebbe insegnare un'etica nell'uso del Social, in modo da arginare questo fenomeno.

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    1. Sono assolutamente d'accordo con te. Evidentemente la cara vecchia "buona educazione" non basta sui social, forse servirebbe un altro modo per insegnare a tutti il giusto comportamento responsabile da tenere in questo "mondo".

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  3. Senza contare le faide che si creano fra gli stessi blogger - noi ad esempio siamo appena venuti fuori da una doppia battaglia, la prima in un certo senso attinente al discorso fatto da Diletta nel suo commento, l'altra invece per accuse del tutto campate per aria fatte contro il nostro blog a nostra insaputa!

    Probabilmente per molte persone la Rete è un'opportunità per dare sfogo alle proprie frustrazioni nella vita "reale"... peccato che attaccare gente online non serva per niente a risolvere i loro problemi offline, quali che siano.

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    1. Davvero? Non avevo mai sentito di faide tra blogger... oggi mi sto deprimendo, giuro.

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  4. Bel post!
    Credo che l'insulto facile (proprio come la compiacenza facile) sia uno dei meccanismi emersi dall'utilizzo dei social da parte di chi vive vite affrettate e che (per propria scelta) si trova a non potersi fermare a scrivere parole per intero. Si passa allora da abbreviazioni come "cmq", "imho", ecc... all'utilizzo di insulti o complimenti monoverbali.
    Perché?
    Difficile immaginarlo: i comportamenti sociali, a sciame, sono difficili da comprendere soprattutto da chi di tale sciame fa parte.
    Umberto Eco si è scagliato contro il fatto che internet abbia dato la possibilità a tutti di far sentire la propria eco al mondo intero.
    Forse aveva ragione, forse aveva torto.
    Io penso che nella vita "reale" sia più facile frequentare poche persone regolarmente. A parte colleghi e compagni di classe, con i quali siamo "obbligati" a stare (in realtà si tratta sempre di scelte), le altre persone le scegliamo in maniera molto epidermica: se non ci piacciono, non le cerchiamo, le evitiamo.
    Su internet è forse più difficile farlo, ci siamo messi in pubblico con il nostro post o commento e non possiamo evitare che gli altri ci cerchino.
    Magari altri che hanno i loro problemi, come è stato detto, ma che comunque non sono realmente interessati a frequentarci (come noi non lo siamo a frequentare loro) e che non hanno il tempo per mettersi in gioco, per scrivere qualcosa di più lungo di "vffncl" perché devono correre a leggere un terzo del prossimo post o correre in palestra, ecc...
    Facciamo troppe cose, le facciamo troppo in fretta e troppo male.
    La velocità di internet ha abbassato decisamente la qualità dei contenuti e dei rapporti tra le persone, ma ne ha aumentato decisamente il numero.
    ...
    E chi non è d'accordo con me lo insulto!!! ;)

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  5. Concordo su tutto! A me sta cosa delle autrici che ci insultano è successa una volta sola, quando il blog era appena nato (quindi nel 2017); il commento se non erro c'è ancora,ma non ricordo più il titolo del libro

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    1. Io ci sono rimasta così male quest'anno che credo che mi ricorderò di questi libri per sempre :(

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  6. Ciao! Ottima riflessione :-)

    Sinceramente gli insulti nei confronti di personaggi pubblici spesso sono delle dimostrazioni di cattiveria gratuita e nient'altro. Personalmente i Ferragnez mi sono sempre stati indifferenti, ma la festa al supermercato con relativi atti di vandalismo ha scioccato anche me, ed ho espresso la mia opinione sui social senza insultare. Tra l'altro, Fedez e la Ferragni si sono lasciati trascinare, ma la figura peggiore è stata fatta da alcuni youtubers della "scuderia" di lui, davvero tremendi!

    Personalmente proprio martedì mi è capitato un brutto episodio. Ho commentato su Twitter l'episodio dei tifosi rimasti incastrati nella scala mobile, lamentandomi del "gioco da cretini" che aveva dato inizio a tutto ciò, ovvero la malsana idea di questi ragazzi di correre e saltare sulle scale mobili. Il solito analfabeta funzionale ha frainteso, pensando che mi riferissi al calcio, e mi ha risposto: "Stai dando dei cretini ad un miliardo di persone in tutto il mondo! Meno male che esisti tu, razza di idiota!" Io ho provato a fargli notare che sono milanista e che non parlavo del calcio ma dell'idea del cazzo di giocare sulle scale mobili. Beh, non solo non mi ha risposto, ma, sempre sul suo profilo, ha anche insultato un altro ragazzo : quest'ultimo chiedeva di lasciare gli ultrà violenti fuori dallo stadio, e quel cafone ha risposto: "Dovresti essere radiato dalla faccia della Terra"! Mi è bastato e l'ho bloccato.

    In definitiva non ho ancora avuto esperienze negative su Blogspot, e me ne rallegro, perché è una piattaforma che mi piace tanto. Ma ho letto i commenti altrui e insomma...il rischio è dietro l'angolo. Ultimamente, ripeto, mi è sembrato di cogliere tanta pesantezza sui social, specie su Twitter che mi piaceva tanto, e, se permetti, credo sia stato "rovinato" da alcuni politici :-(

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    1. Nemmeno a me è piaciuta molto la festa al supermercato e ho letto alcuni post ben argomentati... purtroppo solo alcuni in mezzo a fin troppi insulti.
      Sai poi cosa non capisco minimamente? Perché "la gente" commenta post di persone che non conosce... cioè partono insulti contro la persona, la famiglia e pure i pesci rossi di qualcuno senza che "il leone da tastiera" sappia nulla dell'individuo che sta insultando. Così, a caso, per sfogare un po' di frustrazione repressa.

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