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martedì 20 agosto 2019

SEGNALAZIONE: Sarò Notte o forse Inverno di Mattia Cattaneo

Buongiorno a tutti!
Ultimamente VCUC sta ricevendo attenzioni anche da alcuni... poeti. Nonostante la poesia non sia proprio il mio genere, ci tengo a lasciare anche a questi scrittori il giusto spazio. Vi segnalo quindi la quarta silloge di Mattia Catteneo, che sarà a breve seguita dalla pubblicazione di un romanzo.


TITOLO: Sarò Notte o forse Inverno
AUTORE: Mattia Cattaneo
PAGINE: 74
EDITORE: self 

SINOSSI
Sarò Notte o forse Inverno quarta ed ultima silloge poetica di Mattia Cattaneo che precede il romanzo (di prossima uscita, ad inizio settembre) Dove sento il cuore.
Citando uno stralcio dalla prefazione del saggista e critico letterario Nazario Pardini, Sarò Notte o forse Inverno, il titolo della silloge in questione, dove ritmi di varia portata reificano la complessità delle vicende emotive, facendo delle figure retoriche, delle sinestesie, delle assonanze, e delle metafore un terreno adatto al distendersi del canto:
“… Posso sorriderti/ nella gioia di camminarti/ e percorrere/ con te/ tra fiumi gremiti/ l’immenso viaggio” (Non invoco il tuo nome).
La dimensione dell’Anima, scandagliata a fondo, del tormento, dell’attesa. E’ un libricino che si ricollega al romanzo Dove sento il cuore. E’ come se queste poesie fossero state scritte dalla protagonista del testo. Ho voluto pubblicare questo libricino esattamente 1 mese prima dell’uscita del mio ultimo romanzo.
Il titolo è alquanto curioso racchiude un interrogativo che ognuno di noi può farsi, sta a significare la libertà di scelta, cosa vogliamo essere e la valenza interpretativa che diamo a ciò che siamo. Possiamo essere una Notte accogliente o tormentata e un inverno freddo. Poniamoci spesso interrogativi su ciò che possiamo essere.

martedì 6 agosto 2019

SEGNALAZIONE: Particolare di Teresa Capezzuto

Buongiorno a tutti!
Come stanno andando le vostre vacanze? Io tra un paio di giorni partirò di nuovo... per l'Olanda questa volta *-*
Intanto approfitto di questi pochi momenti a casa per segnalarvi un'opera un po' particolare, ovvero una raccolta di poesie. Personalmente non sono una grande appassionata del genere, visto che non leggo poesie per diletto e non sono mai andata oltre quello che ho studiato a scuola. Vi riporto comunque questa raccolta, magari tra voi c'è qualche grande appassionato alla ricerca di novità ;)


TITOLO: Particolare

AUTRICE: Teresa Capezzuto
GENERE: Raccolta di poesie 

PAGINE: 100
EDITORE: Genesi Editrice 


SINOSSI
Particolare è un libro di poesie in grado di far assaporare un salutare cocktail di emozioni e riflessioni. “Particolare e unica ci parla / la nostra vita”, grande fonte d’ispirazione per una poesia che si nutre di particolari e affida al valore delle parole messaggi positivi, generatori di gioia. È l’allegria che nasce dai filtri del dolore e della sofferenza insiti nell’esistenza umana, quando si sa rischiare riuscendo a dominarli. Il grande Giuseppe Ungaretti parlava di “allegria di naufragi”.
Sono versi che mostrano un dialogo tra le ragioni dell’allegrezza e gli abissi della disperazione, lungo il viaggio di ricerca compiuto dalla poetessa, viandante e indagatrice, per illuminare il mondo di un sorriso e mostrare che la poesia, fra le massime espressioni della bellezza, è ovunque. Un canto scintillante di allegria e di gioco di rime, con ironia sottile e nitida concretezza, in cui si odono gli echi di Palazzeschi, Dossi, Noventa, ma anche di rappresentanti della linea poetica lombarda, da Parini sino a Loi e Erba.
La vita, l’amore, i paesaggi vibranti d’emozioni, il potere fascinatorio dei videogiochi e della realtà aumentata, l’attenzione contro la violenza sulle donne e il coraggio di ricominciare, l’antimafia, il ripudio della guerra sono fra i numerosi temi affrontati, con differenti registri di scrittura, nelle tre sezioni Passioni, Stupori, Slanci. L’autrice bergamasca celebra anche la Città dei Mille: dall’omaggio al Maestro Gaetano Donizetti sino all’ammirazione per le secolari Mura Venete come per le scalette di Bergamo Alta e i suoi colli.
Dopo la riuscita e molto apprezzata prima opera in versi di Teresa Capezzuto (www.teresacapezzuto.it), che si chiamava Autentica, l’attualissimo Particolare conferma una vocazione a intendere per poesia il linguaggio universale delle cose e delle emozioni umane, fra oggetti e sentimenti, tratti sia dall’uso quotidiano, ma anche estratti dai cassetti della memoria e dagli scaffali della libreria.

martedì 19 giugno 2018

ALEX INTERVISTA... Simone Clementi

Buongiorno a tutti!
Benvenuti a un nuovo appuntamento con Alex intervista... : l'ospite di oggi è Simone Clementi, appassionato lettore, scrittore, poeta e giovane intraprendente.




SIMONE CLEMENTI


1. Ciao Simone! Benvenuto nel nostro angolino. Ti va di presentarti ai nostri lettori? Raccontaci qualche curiosità su di te.
Salve a tutti e grazie per questa piacevole chiacchierata (anche se virtuale). Mi chiamo Clementi Simone, sono di Roma e fin da piccolo sono stato sempre un tipo molto curioso ma anche molto timido. Queste caratteristiche mi portavano a relazionarmi poco con i miei coetanei ma mi veniva naturale osservare ogni loro particolare e aspetto, questo atteggiamento ovviamente non si limitava alle persone ma si è esteso anche ai posti e al mondo che mi circonda. Con il tempo ho sviluppato molti hobby e passioni che hanno continuato ad alimentare la mia vita riempendola di pagine colorate. Sono un appassionato di Nativi Americani, ho viaggiato negli USA nel 2009 nella riserva Lakota nello stato del South Dakota e grazie ad un’associazione, di cui oggi ne sono un membro attivo, ho coronato il mio sogno di conoscere quei popoli e di partecipare ad alcune loro cerimonie sacre. Un’altra importante passione che ho ereditato da mia madre è l’amore per i libri e per la lettura. Leggo praticamente di tutto, iniziando spesso più libri contemporaneamente. Mi piacciono molto i libri horror e i thriller ma come ho detto prima leggo un po’  tutti i generi, mi soffermo soprattutto sulla storia che l’autore intende raccontare. La storia è tutto, il genere può influenzarmi ma se la storia mi stimola fin da subito quella curiosità giusta, allora quello è il libro che fa per me. Mi piace pensare che sono i libri che scelgono me e non il contrario. La lettura e la curiosità mi hanno portato ad appassionarmi alla scienza e soprattutto alla cosmologia, così col tempo ho iniziato a leggere riviste di settore e saggi scientifici sull’universo e i suoi misteri. Mi piace molto viaggiare e amo molto i paesaggi naturali, amo  immergermi nella natura ed ascoltare i suoi suoni. Viaggio spesso da solo, soprattutto quando scelgo di visitare una città straniera. Viaggiando da solo quella città non la visiti soltanto ma la vivi respirando ogni suo aspetto. Mi piace relazionarmi con i suoi abitanti quando entro nei locali o nei pub. Per concludere mi piace vivere e assaporare la vita in ogni suo aspetto.

venerdì 3 novembre 2017

ALEX INTERVISTA... Chiara Maffeis

Buongiorno a tutti!
La nostra intervistata di oggi non è una scrittrice famosa... Per la prima volta ospitiamo non un'autrice, ma un'appassionata di scrittura! Ha scritto racconti e scrive poesie, ma per tutti voi è una sconosciuta...  Oggi voglio presentarvi una ragazza stupenda che ho avuto il piacere di conoscere in università, una ragazza che mi ha subito colpita con la sua personalità un po' stravagante e curiosa, una ragazza che ha molto da dire e che non ha paura di essere se stessa.
Diamo un caloroso benvenuto a Chiara Maffeis!
E ora scopriamo insieme il suo piccolo mondo.





CHIARA MAFFEIS



  
     1.   Allora Chiara, che ne dici di presentarti ai nostri lettori? Raccontaci qualcosa di te!
“Se devo essere sincero, tu sei la persona che si nota di meno in un gruppo. Sei quella che a primo impatto sembra incapace di trasmettere qualcosa.”
Qualche mese fa mi hanno definita così e, da quel momento, quella è diventata la frase che meglio mi rappresenta, ma anche la sfida che ogni giorno cerco di battere a tutti i costi. Persino il mio nome è comune: Chiara, Chiara Maffeis. Se andate in una piazza e urlate questo nome, vi garantisco che si gireranno almeno metà delle persone presenti. 
Sono nata nel marzo del 1997 a Bergamo e, quando mi chiedono quanti anni io abbia, ci metto un attimo a realizzare che ormai ho vent’anni, quasi ventuno; anche il paesino nel quale abito, Bonate Sotto, è anonimo, tanto che sono pochissime le persone che sanno effettivamente dove si trovi. Ho studiato al liceo classico del Collegio Vescovile S. Alessandro e ora sono iscritta al secondo anno di Scienze della Comunicazione dell’Università di Bergamo: ci ho messo un po’ a trovare un indirizzo che mi si addicesse, ma ritengo che questo faccia coincidere perfettamente le mie due più grandi passioni: lo scrivere e la voglia di esplorare il mondo, di viaggiare, di conoscere “l’altro”.  Come vi ho già lasciato intendere, sono una persona comune, forse un po’ strana ma, se imparerete a conoscermi meglio, scoprirete che l’apparenza inganna e che la prima impressione, talvolta, non è quella giusta. 

2.     Quali sono le tue passioni? Come trascorri il tempo libero?
Qualche anno fa, più precisamente nel 2011, ho iniziato ad appassionarmi alla cultura orientale, più precisamente nel mondo dell’intrattenimento giapponese e coreano (ci tengo a specificare che si tratta della Corea del Sud, il simpaticissimo dittatore del Nord non mi va proprio a genio): sono ormai sei anni che ascolto svariati generi musicali e guardo programmi e serie televisive provenienti da queste due nazioni, che conto di visitare il prima possibile.
Il mio tempo libero, che ormai è relativamente poco, lo trascorro leggendo, scrivendo, cantando e guardando serie televisive mentre durante la settimana (domenica compresa, ahimè) seguo le orme di mia madre, insegnante, dando ripetizioni e aiutando svariati bambini nel mio paese: un “lavoro” a detta di molti facile, ma che in realtà può essere stancante, così come educativo per la mia persona, in quanto mi insegna a portare pazienza e a interagire con persone di età disparate, dai genitori super esigenti dei bambini a questi ultimi, piccole pesti alle quali ho imparato, dopo due anni, a volere un gran bene.

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