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sabato 5 ottobre 2019

RECENSIONE: Amore e pregiudizio di Marco Cacciato Insilla


Come abbattere l'odio anti-gay e costruire l'amore per i diritti umani con la letteratura.




TITOLO: Amore e pregiudizio
AUTORE: Marco Cacciato Insilla
EDITORE: Officina Milena
PAGINE: 350

QUARTA:
"Amore e pregiudizio" è uno studio sul ruolo della letteratura e sugli effetti della lettura nella formazione del pensiero dei giovani, per contrastare l'omofobia a scuola ed educare ad amare i diritti umani. Non è una rassegna asettica di teorie ma un'operazione di applicazione di elementi di teoria della letteratura a questioni che riguardano l'omosessualità. Durante la sua carriera Marco Cacciato Insilla ha incontrato e intervistato l'astrofisica Margherita Hack, lo scrittore Aldo Busi, Giovanni e Paola Dall'Orto, il professor Francesco Gnerre e tanti altri. Molti, quindi, i contributi inediti sul tema della funzione della letteratura nella formazione del pensiero e nel contrasto dell'omofobia.





RECENSIONE

Ammetto candidamente che questa è la prima volta che mi cimento nel recensire un saggio. Per di più su un tema particolarmente complesso. Mi sono domandata a lungo come sarebbe stato meglio affrontare questo compito... e ho deciso che vi parlerò soprattutto del testo, della sua forma e delle sue caratteristiche, invitandovi a prenderlo in mano, leggerlo e sviluppare voi stessi un vostro parere e una vostra posizione sul contenuto, sulle proposte e sulle considerazioni dell'autore. In fondo, come lo stesso Marco Cacciato Insilla ricorda più volte, ognuno di noi dovrebbe sviluppare un rapporto personale con ciò che legge.

Amore e pregiudizio è diviso in cinque parti, a cui si aggiunge una sezione dedicata ad interviste a personaggi di rilievo del mondo contemporaneo e un'appendice con qualche testo conclusivo di riflessione sul ruolo della letteratura nella formazione del pensiero.

La prima parte si sofferma sui pregiudizi sostenuti e diffusi dalla Chiesa cattolica, con focus sull'interpretazione dei testi sacri. L'autore prende diversi spezzoni della Bibbia e mette in luce i contesti storici-culturali in cui furono scritti, i significati che sono stati loro assegnati nel corso del tempo e le misinterpretation che hanno subito. Parliamo della Genesi, del Levitico e dell'episodio di Sodoma e Gomorra in particolare. Conclude il capitolo una rassegna dei pregiudizi diffusi in ambito medico e scientifico.
Personalmente questa è la parte che ho trovato più interessante: è ricca di immagini, facile da seguire, coinvolgente... solleva curiosità e risponde in modo molto pratico, focalizzandosi sui singoli estratti di testo; gli esempi non mancano e ciò permette di fare chiarezza su argomenti che spesso conosciamo solo "per sentito dire".

giovedì 26 settembre 2019

REVIEW: The twelve days of Dash and Lily by Rachel Cohn and David Levithan


A year later...



TITLE: The twelve days of Dash and Lily
AUTHORS: Rachel Cohn and David Levithan
PAGES: 215

PLOT:
Dash and Lily have had a tough year since readers watched the couple fall in love in Dash & Lily’s Book of Dares. Lily’s beloved grandfather suffered a heart attack, and his difficult road to recovery has taken a major toll on her typically sunny disposition. Lily’s spark has dimmed so much that Langston, her brother, has put aside his grudge against Dash to team up and remind Lily what there is to love about life.
With only twelve days left until Christmas—Lily’s favorite time of the year—Dash, Langston, and their friends take Manhattan by storm to help Lily recapture the holiday spirit of New York City in December, a time and place unlike anywhere else in the world. Told in alternating chapters, The Twelve Days of Dash & Lily is bound to be a Christmas favorite for seasons to come.



REVIEW:

The twelve days of Dash and Lily continues the story of Dash and Lily, first begun in the novel Dash and Lily's book of dares, which I read last summer and deeply loved. Unfortunately I can't say the same about this book. Even if The twelve days of Dash and Lily isn't a bad novel at all, it just lacks something, that touch of magic which could have made me fall in love with it.

What I liked the most about this book is the authors' style: Rachel Cohn and David Levithan are a great couple of writers, there's an extraordinary complicity between them.


As any other teenager, Dash and Lily are scared, they always make mistakes, they try to do something good to make people around them happy, but then they always screw everything up: it has been quite amusing reading about their not good ending plans (I know, I can be a little sadistic sometimes). Even though the story is nice to read, I found some chapters a little useless, as if they had been written just to lengthen the book.

Now, let's talk about the characters. When I read Dash and Lily's book of dares, I thought Dash and Lily were two great characters, instead this time I found them less interesting.
In the previous book Dash conquered my heart because he was different from all the other guys of his age, he was the strange guy who preferred to read rather than go to parties; in this book he's changed: he's more sociable and friendly, but at the same time more common and for this reason less attractive. Lily changed too: she often acts like a child, she's foolish and she always does things without actually thinking about the consequences.

"I'm telling you all of this now because I know there are all of these things happening to you where what you feel is, as I said before in the wrong way, beside the point. You can't stop time. You can't make everyone healthy or always in love. You can't. But you and me- what we have- that's one thing we do have control over. That's the one thing that's up to us. There are times when it feels to me like it's all up to you. And I'm sure there are times for you when it feels like it's all up to me. But we have to move forward like itìs up to us, together. I know it's not as intense or immediate as it used to be- but that just means that instead of having only a present together, we're having a past, a present, amd a future all at once."

A feature I really appreciated is how the writers developped the relationships between the two main characters and the other characters: I loved the friendship between Dash and Lily's brother, the way they learnt how to help and appreciate each other; I was moved to learn more about the relationship between Dash and his parents, especially when I read about the pain Dash suffered because of the abandonment by his father; it was also wonderful reading about the love that Lily felt for her granfather, their bond was intense and unique.

Even if I enjoyed The twelve days of Dash and Lily, I think it wasn't necessary to write it because it doesn't actually add anything new to the relationship between Dash and Lily.
Anyway I recommend this novel to anyone who would like to discover a Christmas romance in the glittering, snow-covered New York.

 
RATING:




What do you think? Have you read it yet? Do you know the writers?
 
Marta

sabato 7 settembre 2019

RECENSIONE: Cime tempestose di Emily Bronte


Violento, crudo, spietato e senza cuore.



TITOLO: Cime tempestose
AUTORE: Emily Bronte


TRAMA:
"Un romanzo in cui domina la violenza sugli uomini, sugli animali, sulle cose, scandito da scatti di crudeltà sia fisica sia, soprattutto, morale. Un romanzo brutale e rozzo - sono gli aggettivi utilizzati dalla critica dell'epoca - che scuoteva gli animi per la sua potenza e la sua tetraggine e che narra il consumarsi di un'inesorabile (sino a un certo punto) vendetta portata avanti con fredda meticolosità dal disumano Heathcliff. 'Cime tempestose' è un romanzo selvaggio, originale, possente, si leggeva in una recensione della 'North American Review', apparsa nel dicembre del 1848, e se la riuscita di un romanzo dovesse essere misurata unicamente sulla sua capacità evocativa, allora "Wuthering Heights" può essere considerata una delle migliori opere mai scritte in inglese. Tomasi di Lampedusa esprimeva il suo entusiastico e ammirato giudizio su Cime tempestose: 'Un romanzo come non ne sono mai stati scritti prima, come non saranno mai più scritti dopo. Lo si è voluto paragonare a Re Lear. Ma, veramente, non a Shakespeare fa pensare Emily, ma a Freud; un Freud che alla propria spregiudicatezza e al proprio tragico disinganno unisse le più alte, le più pure doti artistiche. Si tratta di una fosca vicenda di odi, di sadismo e di represse passioni, narrate con uno stile teso e corrusco spirante, fra i tragici fatti, una selvaggia purezza."
(Dall'introduzione di Frédéric Ieva)




RECENSIONE

Non per essere esagerata, ma Cime Tempestose mi ha seriamente sconvolta. 
Prima di leggerlo non sapevo molto riguardo a questo libro e il poco che conoscevo lo dovevo a Will e Tessa, che ne parlano parecchio in Shadowhunters - Le Origini. Sapevo che si trattava di una storia d'amore piuttosto complicata, eppure non mi aspettavo per niente ciò che mi sono ritrovata davanti. Sarà che ho 17 anni, sarà che non sono abituata a leggere i grandi classici del passato, eppure Cime Tempestose mi ha lasciata perplessa su diversi aspetti.

Partiamo dai personaggi: li ho odiato profondamente quasi tutti.
Heathcliff non è altro che un uomo violento, crudele e maniaco di potere. Fin da ragazzino si comporta come un selvaggio e crescendo non fa altro che peggiorare. Le sue azioni dovrebbero essere guidate dal suo amore per Catherine, ma in realtà non dimostra mai, se non in qualche rarissima occasione, di provare effettivamente qualche sorta di sentimento per lei.  É ossessivo, ha in continuazione il desiderio di prevalere sugli altri ed è disposto a distruggere chiunque gli si pari davanti per ottenere ciò che vuole. Si tratta davvero di un uomo ripugnante e senza cuore, che trae piacere dalla sofferenza altrui.

martedì 3 settembre 2019

RECENSIONE SERIE TV: Tredici - stagione 3

Come molte altre persone, anch'io prima di iniziare la terza stagione di Tredici ero piuttosto perplessa, infatti non ritenevo per niente necessario portare avanti la storia. Dopo averla vista, invece, mi sono ricreduta completamente: la terza stagione di Tredici è ben fatta (mi azzarderei a dire che è forse la stagione che ho preferito), la storia è stata costruita e sviluppata molto bene. Insomma, non è stata "campata per aria" come ci si aspettava.


Il primo aspetto positivo di cui vorrei parlare è il modo in cui i fatti sono raccontati.
La voce narrante è quella di Ani, ragazza che si è da poco trasferita alla Liberty High School e che ben presto si ritrova coinvolta nelle vite problematiche dei protagonisti della serie. Vediamo così l'alternanza tra le vicende avvenute prima della morte di Bryce Walker e ciò che invece sta succedendo nel presente, ovvero il casino in cui si ritrovano i ragazzi dopo la morte dell'ex studente della Liberty. Mi è piaciuta molto la tecnica usata per distinguere gli eventi del passato dagli eventi del presente: le scene ambientate nel passato presentano una luce più brillante e solare, come a sottolineare che il periodo compreso tra il cambio di scuola di Bryce e la morte di quest'ultimo è stata la fase più serena per i vari personaggi; al contrario i momenti del presente sono caratterizzati da una luce più fredda e pallida (per intenderci: la stessa luce presente nel film Twilight), quasi a indicare la situazione di crisi e angoscia in cui sono precipitate le loro vite.

martedì 27 agosto 2019

RECENSIONE: 9 novembre di Colleen Hoover


Un solo giorno all'anno per cinque anni...



TITOLO: 9 novembre
AUTORE: Colleen Hoover
EDITORE: leggereditore
PAGINE: 311

TRAMA:
È il 9 novembre quando, durante un pranzo con il padre, Fallon incontra Ben per la prima volta. È un giorno speciale per lei, non solo perché sta per trasferirsi da Los Angeles a New York, ma anche perché ricorre l'anniversario dell'evento che ha segnato per sempre la sua vita, il terribile incendio che le ha lasciato cicatrici su gran parte del corpo, impedendole di continuare la sua carriera da attrice. Contro ogni previsione, la conoscenza tra i due si trasforma subito in qualcosa di più, ma Fallon sta per partire e sembra esserci tempo solo per il rimpianto. Come per strappare al destino quell'inevitabile separazione, Ben le promette allora che scriverà un romanzo su di loro, proponendole di ritrovarsi il 9 novembre di ogni anno, fino a che non ne compiranno ventitré. È così che ogni 9 novembre i due protagonisti aggiungono un nuovo capitolo alla loro storia, finché qualcosa non arriva a sconvolgere le loro promesse e a mettere alla prova i loro sentimenti, tra i dubbi di Fallon e le mezze verità di Ben.



RECENSIONE

Vorrei iniziare questa recensione ringraziando Colleen Hoover: adoro questa donna perchè mi regala sempre delle dolci storie d'amore, aggiungendo un pizzico di zucchero alle mie tristi giornate...
Scherzi a parte, trovo Collen Hoover un'ottima autrice di romanzi rosa, visto che riesce sempre a creare degli intrecci amorosi semplici ma mai banali.

Il primo aspetto positivo che vorrei sottolineare di questo libro è l'utilizzo della prima persona con continuo cambio di POV: Fallon e Ben si alternano in continuazione nel raccontare e ciò mi è piaciuto molto, perchè mi ha permesso di capire più a fondo i due personaggi e, quindi, di apprezzarli maggiormente. Per dire che un libro mi è ha conquistata davvero, i personaggi non devono semplicemente piacermi, ma mi devono far affezionare a loro; così è stato con i due protagonisti di questo libro: ho trovato Fallon e Ben due figure ben costruite e ben caratterizzate, entrambi hanno una propria storia significativa alle spalle ed è stato emozionante scoprire come l'autrice ha intrecciato le loro vite.


Fallon a soli 16 anni è rimasta coinvolta in un incendio, che le ha provocato una serie di cicatrici su gran parte del corpo; in seguito a questa disgrazia la ragazza ha perso la sua carriera da attrice e l'attenzione di suo padre. All'inizio del romanzo Fallon è ancora profondamente segnata nello spirito da questo incidente: ha paura di guardarsi allo specchio e di guardare in faccia le altre persone. Per fortuna, grazie all'aiuto di Ben, Fallon riesce a crescere e a riacquistare quella fiducia in se stessa che da tempo ha perso.

giovedì 22 agosto 2019

RECENSIONE: Il Diario, un destino già scritto di Gabriele Missaglia


Mi aspettavo qualcosa di diverso.



TITOLO: Il Diario: un destino già scritto
AUTORE: Gabriele Missaglia
EDITORE: self
PAGINE: 180

TRAMA:
Che cosa fareste se vi fosse data la possibilità di conoscere il vostro futuro?
È quello che succede al protagonista di questo libro, Andrew, un broker londinese, che ha fatto carriera tanto da diventare direttore della filiale della società per cui lavora.

Un giorno, dopo essere ritornato nella casa di famiglia per passare il resto della vita con la sua bellissima moglie Phoebe, trova un diario.
Nel piccolo, e apparentemente innocuo, libro sono narrati tre episodi della sua vita. Di cosa parlano? Chi l’ha scritto? Qual è la ragione del ritrovamento?
Il desiderio di svelare la risposta a queste domande, che perseguiteranno il protagonista per tutto il corso dalla storia, cambierà in modo irreversibile la vita di Andrew, il tenue equilibrio familiare con Phoebe e il loro rapporto con Finn, un vecchio amico di famiglia che cerca di sfondare come autore teatrale.

Il ruolo che questi due personaggi avranno sulla storia arricchisce un intreccio ben ordito, fluido e dall’esito imprevedibile: uno dei rari casi in cui si può affermare che la fantasia ha superato, di molto, la realtà.



RECENSIONE

Idea molto valida, la cui realizzazione non si è dimostrata altrettanto soddisfacente.


Premessa: mi aspettavo un prodotto completamente diverso, a partire dallo stile. Io avevo, infatti, letto diversi racconti scritti da Gabriele Missaglia per un contest letterario (al quale ho partecipato come membro della giuria) e da questi avevo associato all'autore uno stile molto più giovane, più fresco, a tratti scherzoso... dalla forma non perfetta ma leggero e coinvolgente. Anche la personalità dell'autore stesso mi era parsa coerente a questa linea, visto che nelle nostre conversazioni online e al telefono mi è sempre sembrato un ragazzo esuberante e frizzante. Credevo che avrei ritrovato la stesso carattere nel suo testo.

Contrariamente alle mie aspettative, questo libro non è così: ne Il diario Gabriele cerca di elevare in qualche modo il suo stile, arricchendo e complicando strutture e frasi... con un risultato non proprio ottimo, nel senso che spesso il tono utilizzato diventa scolastico, quasi piatto. Questo vale prevalentemente per le descrizioni (come quelle degli ambienti all'inizio dell'opera), che risultano essere prolisse e sostanzialmente inutili. I dialoghi non sono estremamente brillanti nell'insieme.
Le parti senza ombra di dubbio più interessanti sono i momenti di riflessione dei vari personaggi, ovvero quegli istanti in cui Andrew, Phoebe o Finn si ritrovano soli... a pensare. Qui ho individuato alcuni messaggi importanti, alcuni spunti di riflessione rivolti anche ai lettori, dei vaneggiamenti filosofeggianti più azzeccati e adatti alla storia e alle caratteristiche dei singoli individui. Riprenderò questo punto più avanti nella recensione.

mercoledì 21 agosto 2019

RECENSIONE FILM: The sun is also e star

Il 17 maggio è uscito al cinema negli Stati Uniti il film The sun is also a star, tratto dall'omonimo libro di Nicola Yoon (QUI la recensione). L'uscita in Italia era prevista per l'8 agosto, però, per qualche ragione che non ci ha dato sapere, i cinema italiani hanno deciso di non proiettare questo film. Ciò nonostante io oggi sono qui per farvene la recensione. Non saprete mai come l'ho visto, informazione top secret.


Dopo aver letto il libro (che ho amato), ero molto entusiasta all'idea che avrebbero fatto anche il film, ma piuttosto perplessa dalla scelta degli attori, soprattutto dalla scelta di Charles Melton nei panni di Daniel.
Yara Shahidi, interprete di Natasha, non la conoscevo come attrice, perciò non sapevo cosa aspettarmi da lei... Sinceramente la sua giovane età mi aveva intimorita un po', considerato che Natasha non è un personaggio per niente facile da rappresentare. Charles Melton, invece, lo conoscevo molto bene, essendo una fan di Riverdale, e non riuscivo per niente a immaginarmelo come Daniel (ovviamente perchè nella mia testa Charles Melton era associato al personaggio di Reggie... che non è di certo famoso per essere un genio o un romanticone). Per fortuna, mi sono ricreduta completamente su entrambi.

venerdì 16 agosto 2019

RECENSIONE: La voce nascosta delle pietre di Chiara Parenti


Quando le pietre parlano...



TITOLO: La voce nascosta delle pietre
AUTORE: Chiara Parenti
EDITORE: Garzanti
PAGINE: 362

TRAMA:
«Segui le pietre, solo loro regalano la felicità». Luna è una bambina quando il nonno le dice queste parole speciali insegnandole che l'agata infonde coraggio, l'acquamarina dona gioia e la giada diffonde pace e saggezza. E lei è certa che quello sia il suo destino. Ma ora che ha ventinove anni, Luna non crede più che le pietre possano aiutare le persone. Non riesce più a sentire la loro voce. Per lei sono solo sassolini colorati che vende nel negozio di famiglia, mentre il nonno è in giro per il mondo a cercare gemme. Perché il suo cuore porta ancora i segni della delusione. Si è fidata delle pietre, di quello che nascondono, di quello che significano. Si è fidata di quel ragazzo di sedici anni che attraverso di loro le parlava di sentimenti. Dell'amicizia che cresceva ogni giorno e racchiudeva in sé la promessa di un amore indistruttibile. Leonardo era l'unico a credere come lei nel fascino dei minerali e dei cristalli. Leonardo che in una notte di molti anni prima l'ha abbandonata, senza una spiegazione, senza una parola. E da allora il mondo di Luna è crollato, pezzo dopo pezzo. A fatica lo ha ricostruito, non guardando mai più indietro. Fino a oggi. Fino al ritorno di Leonardo nella sua vita. È lì per darle tutte le risposte che non le ha mai dato. Risposte che Luna non vuole più ascoltare. Fidarsi nuovamente di lui le sembra impossibile. Ha costruito intorno al suo cuore un muro invalicabile per non soffrire più. Ma suo nonno è accanto a lei per ricordarle come trovare conforto: il quarzo rosa, la pietra del perdono, e il corallo che sconfigge la paura. Solo loro conoscono la strada. Bisogna guardarsi dentro e avere il coraggio di seguirle.



RECENSIONE

Dopo aver letto l'estate scorsa Per lanciarsi dalle stelle e Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito), quest'estate ho deciso di aggiungere un altro titolo alla mia lista dei romanzi di Chiara Parenti letti, così mi sono buttata su La voce nascosta delle pietre. Sulla blogosfera avevo letto recensioni molto positive, perciò avevo aspettative piuttosto alte... che purtroppo non sono state pienamente soddisfatte.

Partiamo da ciò che mi è piaciuto di più: la struttura della narrazione. Proprio come in Tutta colpa del mare, anche in questo romanzo la Parenti racconta le vicende alternando un capitolo ambientato nel passato e uno ambientato nel presente: in questo modo abbiamo la possibilità di scoprire pian piano ciò che ha portato Luna e Leo alla rottura e, al tempo stesso, possiamo capire come la loro separazione abbia influenzato in maniera drastica la vita della protagonista. Quando era con Leo Luna era una persona completamente diversa, piena di vita e di curiosità; dopo la scomparsa del ragazzo il cuore di Luna ha iniziato a sanguinare e la sua vita ha subito una battuta d'arresto.

"Per metà della mia vita ho pensato che la nascita di una gemma fosse una magia. 
Tutti gli elementi fondamentali, fuoco, aria, acqua e terra partecipano alla sua formazione nelle viscere del pianeta. Mio nonno le ha sempre chiamate "le figlie della terra": concepite nel suo ventre caldo, perpetuano all'infinito il battito del suo cuore infuocato. 
Anche il cuore di mio nonno pulso allo stesso ritmo, e così faceva il mio, fino a che non è andato in mille pezzi. 
Da allora ho smesso di credere ai sogni e alle fiabe, alle pietre e alla magia."

Un altro aspetto del romanzo che mi è piaciuto particolarmente è la presenza all'inizio di ogni capitolo del nome di una pietra, accompagnato dalla spiegazione delle sue proprietà: in questo modo è stato più facile capire che cosa intendevano i personaggi quando sostenevano che ciascuna pietra ha una propria voce nascosta, che le permette di comunicare alle persone.
Come sempre, ovviamente, ho apprezzato lo stile narrativo dell'autrice: semplice, diretto e simpatico.

mercoledì 7 agosto 2019

RECENSIONE: I gialli del mistero - Nerio di Roh Christensen

Un breve giallo da ombrellone 



TITOLO:  I gialli del mistero - Nerio
AUTRICE: Roh Christensen
EDITORE: self

TRAMA:
Il commissario Nerio Saveri, dopo aver aggredito un superiore, deve riconsegnare pistola e distintivo e intraprendere un percorso di recupero. Durante la terapia con la dottoressa Friedman, iniziano strani sogni che lo portano indietro nel tempo sulle coste della Scozia, dove incontra un suo avo vissuto nel 1700. Il ragazzo, che ha il suo stesso nome, non può vederlo e vive in una condizione di povertà estrema. Nerio cerca di dargli una mano come può e nel frattempo deve rimettere insieme i cocci della sua vita: un matrimonio andato in frantumi e il rischio di restare senza lavoro. La dottoressa Friedman, durante la terapia, scopre qualcosa che lo riguarda e di cui nessuno, neppure lui ne è a conoscenza. La domestica Nanni dall'accento romanesco e la dolce Clelia, nipote di Nerio rimasta orfana, sono solo alcuni dei personaggi che incontrerete in questo giallo dai contorni misteriosi.



RECENSIONE

L'opera in questione è un lungo racconto (o un romanzo breve?) di circa 80 pagine, il primo titolo di una serie.

L'autrice nel corso del testo si sofferma spesso sulle descrizioni di ambienti e paesaggi, approccio che in alcune situazioni risulta molto pittoresco (nel passato) e in altre un po' ridondante (nel presente).

Per quanto riguarda il protagonista, il detective Saveri, fin dalle prime pagine egli riesce a conquistare la simpatia del lettore, presentando un buon connubio di gentilezza e sfacciataggine: è un uomo misterioso, con un passato interessante e un carattere accattivante; un uomo un po' scorbutico ma dal cuore grande.
L'altro personaggio che mi ha convinta appieno, strappandomi un sorriso in più occasioni, è Nanni, ovvero la determinata e premurosa domestica del detective.
Nerio antenato, invece, mi ha suscitato soprattutto tenerezza e a tratti compassione. Mi sarebbe piaciuto poter seguire di più le sue avventure, mentre mi pare che sia stato un po' trascurato nel corso della narrazione... D'altra parte dobbiamo ricordarci che la storia proseguirà nei prossimi volumi, dove, spero, avremo modo di appronfondire le vicende di questo giovanotto.

Vista la brevità del testo, non commenterò oltre lo sviluppo della trama al fine di evitare spoiler; tuttavia ci tengo a sottolineare che, secondo me, l'autrice ha raggiunto l'obiettivo: il libro cattura l'attenzione del lettore, lo incolla alla storia, spingendolo a domandarsi cosa accadrà in seguito.
Io sono molto curiosa di scoprire come si evolveranno gli eventi e quale sorte toccherà ai protagonisti. Le domande sono molte... spero di avere le risposte in futuro.

Piccola nota negativa: in alcuni punti la forma del testo potrebbe essere migliorata.

Romanzo consigliato agli appassionati di gialli e misteri di ogni sorta; libro adatto per una rapida lettura sotto l'ombrellone. 



VOTO: 




Cosa ne pensate? Vi ispira?
 
Alex


martedì 16 luglio 2019

RECENSIONE: Fiori di Campo - La linfa dell'anima di Martina Ghirardello

Quando l'amore vince su tutto...



TITOLO: Fiori di Campo - La linfa dell'anima
AUTORE: Martina Ghirardello

EDITORE: Genesis Publishing

TRAMA:
"Così, paradossalmente, dal sangue delle tue ferite che penetrano nel profondo dell’anima nasce una nuova linfa di cui non conosciamo la provenienza; forse è sempre stata dentro di noi, forse ci è stata donata da qualcuno, e da questo elisir di pura energia rinasciamo, come una fenice dalle sue ceneri."
La vita della famiglia Harris è stata totalmente sconvolta da quando i terribili segreti del passato dei genitori, John e Lucia, sono tornati allo scoperto. Ora una nuova minaccia incombe su di loro e riguarda la figlia più piccola, Laura, a cui una spietata organizzazione criminale dà la caccia. Con lei c’è James, il fotografo dalle mille risorse, che sta portando avanti una pericolosa indagine sulla sorella scomparsa in circostanze che coinvolgono la stessa organizzazione da cui ha momentaneamente salvato la fidanzata. Il loro è un amore profondo, sincero, che non si ferma di fronte alle difficoltà e ai pericoli, anche quando tutti i venti sembrano contrari.Con l’aiuto di John Harris, ex agente federale che decide finalmente di tornare in gioco, scoprono le ricerche attuate in precedenza da un collega molto vicino all’uomo, e fanno intuire che il passato della famiglia Harris e questo oscuro presente sono più legati di quanto chiunque potesse immaginare.Riuscirà l’amore a trionfare sulla più crudele follia umana? E soprattutto, che fine ha fatto Kevin, fratello gemello di Beatrice, rapito molti anni prima e mai ritrovato?




RECENSIONE

Dopo un anno sono finalmente riuscita a ritagliarmi un attimo di tempo per terminare il secondo volume della dilogia Fiori di Campo, libri che l'autrice ci ha gentilmente fornito. 


Per quanto riguarda la trama, ho apprezzato molto di più questo libro rispetto al precedente: in generale ho trovato la narrazione più ricca e più avvincente, nonostante la presenza di alcune scene in cui personaggi si perdono in convenevoli o discussioni di poco conto. L'aspetto relativo alla storia che mi ha convinta di più è stata la buona capacità da parte dell'autrice di mischiare "poliziesco" e amore, alternando scene di inseguimenti e rapine a scene romantiche. Martina Ghirardello ha creato una buona rete di intrighi e misteri da scoprire, dandoci la possibilità di far luce sulle diverse domande che i personaggi si pongono fin dall'inizio, senza cadere nella banalità e nei tipici "spiegoni", di cui molte volte ci si serve quando non si sa più che pesci pigliare: certo non posso dire che la scrittrice abbia costruito un mistero alla Agatha Christie, però la storia è stata messa insieme con coerenza e intelligenza. Peccato per il finale, che non mi ha convinta più di tanto, visto che mi aspettavo qualcosa di un po' più "frizzante"...

Commenti sui personaggi? In questo secondo volume il mio parere su di loro si è ribaltato: i personaggi che nel primo libro mi erano piaciuti di meno qui acquistano punti, mentre i personaggi che nel primo libro mi erano piaciuti di più in questo li ho apprezzati di meno. 
Partiamo della protagonista, Laura: nel precedente volume non mi aveva colpita più di tanto, non mi era parsa una protagonista con una forte personalità; in questo secondo libro, invece, sono riuscita a capirla meglio e ad apprezzarla di più, mi è piaciuto soprattutto il modo in cui non si dà mai per vinta trovando sempre la forza di risollevarsi. 
Al contrario di Laura, nel primo libro James mi aveva in certo senso affascinata, l'avevo identificato come un personaggio misterioso da poter scoprire piano piano... purtroppo ho trovato che in questo secondo volume abbia perso un bel po' di fascino: si comporta in maniera sempre troppo perfetta, è così eccessivamente mieloso e attento nei confronti di Laura da risultare fastidioso. 
I genitori di Laura, che nel primo libro erano comparsi solo alla fine, hanno qui la possibilità di esprimersi al massimo, dimostrando di essere due genitori disposti a qualunque cosa pur di proteggere le loro figlie. Mi è piaciuto molto il rapporto tra loro e le due sorelle Harris. 
Beatrice,  la sorella di Laura, è invece un personaggio che non riesce mai a emergere davvero, mi è sembrata molto sottotono rispetto al precedente libro, avrei preferito un miglior sviluppo del suo carattere.

Per quanto riguarda lo stile di scrittura e la struttura della narrazione, ho trovato che 
l'autrice, raccontando sempre in terza persona, abbia forzato un po' troppo il cambio di POV all'interno dello stesso capitolo. Così facendo non si ha la possibilità di capire più a fondo i personaggi, ma si crea soltanto confusione. 
Un aspetto molto positivo che vorrei sottolineare (e che mi era piaciuto anche nel precedente romanzo) è la capacità che l'autrice ha avuto nel trattare argomenti molto seri, come le difficoltà e le pressioni che una modella deve riuscire a sopportare per continuare a fare il suo lavoro e, sopratutto, il tema della violenza sulle donne. 

Consiglio Fiori di Campo a chiunque voglia leggere qualcosa di diverso dal solito romanzo rosa, un libro in cui Martina Ghirardello ha creato il giusto equilibro tra amore e adrenalina.



VOTO:




Che ne pensate? Vi ispira?
QUI la recensione del primo volume.

Marta

giovedì 4 luglio 2019

RECENSIONE: Più forte di ogni addio di Enrico Galiano

Se hai voglia di dire qualcosa a qualcuno, fallo. Ora.



TITOLO: Più forte di ogni addio
AUTORE: Enrico Galiano
EDITORE: Garzanti
PAGINE: 347

TRAMA:
È importante dire quello che si prova, sempre. È importante dirlo nel momento giusto. Perché, una volta passato potremmo non trovare più il coraggio di farlo. È quello che scoprono Michele e Nina quando si incontrano sul treno che li porta a scuola, nel loro ultimo anno di liceo. Nina sa che le raffiche di vento della vita possono essere troppo forti per una delicata orchidea come lei: deve proteggersi ed è per questo che stringe tra le dita la collanina che le ha regalato suo padre. Per Michele i colori, le parole, i gesti che lo circondano hanno un gusto sempre diverso dal giorno in cui, cinque anni prima, ha perso la vista. Quando sale sul treno e sente il profumo di Nina, qualcosa accade dentro di lui: non sa che cosa sia, ma sente che lo sta chiamando. Ogni giorno, durante il loro breve viaggio insieme, in un susseguirsi infinito di domande e risposte, fanno emergere l'uno nell'altra lo stesso senso di smarrimento. Michele insegna a Nina a non smettere di meravigliarsi ogni giorno. Nina insegna a Michele a non avere rimpianti, che bisogna sempre dare l'abbraccio e il bacio che vogliamo dare, dire le parole che non vediamo l'ora di pronunciare. Ma è proprio Nina, quando un ostacolo rischia di dividerli, a scegliere di non dire nulla. Di fronte al momento perfetto, quello in cui confessare che si sta innamorando, resta ferma. Lo lascia sfuggire. Nina e Michele dovranno lottare per imparare a cogliere l'istante che vola via veloce, come la vita, gli anni, il futuro. Dovranno crescere, ma senza dimenticare la magia dell'essere due ragazzi pieni di sogni. 



RECENSIONE

Questo libro di Enrico Galiano mi ha colpita fin dalle prime pagine.
Michele
, voce narrante principale, ci espone una delle sue tante teorie, ovvero la teoria degli addii: lui sostiene che l'addio sia il momento più intenso di una relazione, quell'attimo in cui si è pronti ad aprire il proprio cuore davanti alla persona che si ama. Partendo da una definizione personale di addio, Michele riporta le lancette dell'orologio all'origine di tutto, all'inizio della sua storia con Nina, la ragazza che ha amato e poi odiato, quella ragazza che prima gli ha donato gioia per poi abbandonarlo.
Pagina dopo pagina abbiamo così la possibilità di ricostruire la storia tra Michele e Nina, di capire ciò che è successo tra i due... ma, soprattutto, di conoscere sempre più a fondo i due protagonisti. 
 

venerdì 28 giugno 2019

RECENSIONE: Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano

Una Gioia che mi ha riempita di emozioni



TITOLO: Eppure cadiamo felici
AUTORE: Enrico Galiano
EDITORE: Garzanti
PAGINE: 381

TRAMA:
«Sai perché mi scrivo sul braccio tutti i giorni quelle parole, “la felicità è una cosa che cade”? Per ricordarmi sempre che la maggior parte della bellezza del mondo se ne sta lì, nascosta lì: nelle cose che cadono, nelle cose che nessuno nota, nelle cose che tutti buttano via.»
Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un’estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l’appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire.
Fino a quando una notte, in fuga dall’ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l’amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova.
Ma la felicità a volte può durare un solo attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude mille e mille significati diversi.




RECENSIONE

Tutta la prima metà di questo libro è stata un crescendo di emozioni: mi sono innamorata di Enrico Galiano pagina dopo pagina, sempre di più e sempre più a fondo. Di Enrico Galiano, l'autore, e di Gioia, la protagonista del suo primo romanzo.

Gioia è tutto tranne che gioiosa, visto che la vita non le ha regalato delle giornate proprio felici... I suoi genitori sono piuttosto difficili, per usare un eufemismo: disoccupati, con tendenze all'alcolismo, immaturi e un po' violenti. Anche a scuola le cose non vanno un granché bene, perché Gioia è una ragazzina troppo particolare e troppo profonda per accettare la superficialità del finto mondo che la circonda. Lei ascolta musica "vecchia", musica da ribelli di altri tempi; lei in classe si perde sulle nuvole e segue interessata solo il professore di filosofia, il quale la fa volare in altri mondi, migliori, in mondi di dubbi, domande e vera ricerca; lei colleziona parola intraducibili, parole bellissime, bruttissime, tristissime o ridicole... che, però, non possono essere tradotte in italiano, se non attraverso lunghe perifrasi.

Nonplussed (inglese): quando provi qualcosa di talmente forte e contrastante che non sei in grado di descriverlo a parole.

Mbuki-mvuki (lingua bantu): il desiderio di levarsi i vestiti e iniziare a ballare. 

sabato 22 giugno 2019

RECENSIONE FILM: Aladdin (2019)


Dopo un mese dall'uscita, martedì scorso sono riuscita ad andare al cinema (con mia madre) per vedere il film Aladdin. Premettendo che io da piccola ero una grandissima fan del cartone animato, temevo che con questo live-action potessero rovinare uno dei più grandi gioiellini della Disney. Fortunatamente il film ha soddisfatto appieno le mie alte aspettative. 


Una parola per descriverlo? Colorato. Aladdin è un'esplosione di colori e per questo bisogna fare i complimenti ai costumisti, che hanno svolto un lavoro magistrale. Questo film è un concentrato di vitalità, energia e gioia. Ho amato, oltre ai costumi, le canzoni e soprattutto le coreografie. Nella pellicola hanno creato il giusto equilibrio tra le parti recitate e le parti cantate: temevo che potesse essere troppo pieno di canzoni e risultare, così, un film magari troppo per bambini... invece le canzoni non risultano eccessive, ma anzi vanno ad arricchire il film, rendendolo ancora più piacevole.

giovedì 13 giugno 2019

RECENSIONE: L'ultima chance di Ilaria Vecchietti


L'amore è l'amore

 



TITOLO: L'ultima chance
AUTORE: Ilaria Vecchietti

TRAMA 
Avete mai vissuto un amore impossibile? E nonostante questa consapevolezza gli siete stati sempre vicino, soffrendo in silenzio? A Irene è successo, eppure sono stati gli anni più belli della sua vita. Ora è riuscita a tornare a casa, tutto solamente per rivedere il suo unico grande amore.





RECENSIONE


L'ultima chance
è un racconto di circa 80 pagine, in cui la protagonista, Irene, racconta la sua relazione con Fausto, il ragazzo di cui è innamorata da anni.

Dato che io sono abituata a leggere veri e propri romanzi, faccio piuttosto fatica a recensire un racconto così breve.

Partiamo dalla struttura: Irene è la voce narrante indiscussa, che attraverso un monologo/riflessione ci presenta la sua storia con Fausto, soffermandosi solo su alcuni momenti chiave della loro relazione. Il fatto che il racconto sia così breve, in certi punti, non mi ha permesso di entrare davvero nella storia, assaporando con gusto le vicende dei due protagonisti; al contrario ho avuto solo la possibilità di assaggiare qualcosa qua e là, senza godermi pienamente il viaggio nel suo complesso. Io sono una lettrice che tende a legarsi molto ai personaggi dei libri e per farlo ho, ovviamente, bisogno di tempo, ho bisogno di conoscere pian piano i vari personaggi, così da farmene un'idea e decidere quali mi stanno simpatici e quali brucerei vivi... Per via della brevità di questo racconto, ho trovato difficile entrare in sintonia con Irene e Fausto, anzi ho sempre avuto la sensazione che ci fosse quasi una barriera tra me e loro: leggevo di loro, ma non riuscivo veramente a vederli davanti a me. Peccato, perché sia Irene sia Fausto sono due personaggi introdotti abbastanza bene, ma dei quali non si sa effettivamente molto... Insomma, se si fosse trattato di un romanzo sicuramente sarebbero stati approfonditi e analizzati meglio, così, invece, la loro conoscenza rimane solo superficiale.

mercoledì 5 giugno 2019

RECENSIONE: Il fabbricante di suoni di Alessandro Ricci

Ritorno all'infanzia




TITOLO: Il fabbricante di suoni
AUTORE: Alessandro Ricci
ILLUSTRATRICE: Stefania Franchi
EDITORE: Arpeggio Libero
PAGINE: 132

TRAMA
Benvenuti a Sinestenia, un fantastico mondo dove colori e suoni sono la stessa cosa. Un luogo misterioso e fiabesco, popolato da Rossopardi e Grigiofanti e dove si mangiano Aranzucche e Violanzane.
Qui vive Gabriel, un bambino diverso da tutti, ma con un grande cuore che lo porterà a lanciarsi in una strabiliante avventura, a conoscere strambi personaggi e temibili avversari.
Riuscirà a scoprire chi ha rubato i suoni e a riportare i colori al loro posto?





RECENSIONE

Il primo elemento che vorrei lodare di questo libriccino sono i disegni: io ho una passione per le macchie di colore e Il fabbricante di suoni me ne ha donate a bizzeffe.
Adoro la copertina e adoro le figure che spuntano qua e là tra le pagine, nonché le macchie che ornano i titoli dei capitoli. I disegni sono semplici, i colori volutamente strabordanti e i personaggi spesso buffi; le immagini attirano l'attenzione e soddisfano piacevolmente lo sguardo: complimenti a Stefania Franchi!

In questi pochi tratti si concretizza uno dei temi centrali del racconto, ovvero il rapporto tra suoni e colori. A Sinestenia, infatti, tutti i colori emettono suoni, perciò vista e udito sono due sensi estremamente interconnessi. Nel corso del libro, grazie a disegni e testo, questo legame sensoriale viene trasmesso alla perfezione, ci si sente addirittura davvero dentro Sinestenia.

sabato 25 maggio 2019

RECENSIONE: Easy di Tammara Webber


Il primo (e unico) new adult di cui mi sono innamorata 



TITOLO: Easy
AUTRICE: Tammara Webber
PAGINE: 304

TRAMA
Quando Jacqueline segue il fidanzato di lunga data al college di sua scelta, l'ultima cosa che si aspetta è di venire lasciata all'inizio del secondo anno, e di ritrovarsi single a frequentare un'università statale invece di un conservatorio di musica, ignorata da quelli che credeva essere suoi amici.Una sera, un membro della confraternita del suo ex la aggredisce, ma un misterioso sconosciuto si trova proprio al posto giusto nel momento giusto. Jacqueline vorrebbe solo dimenticare quella notte, ma il suo salvatore, Lucas, si siede il giorno dopo nell'ultima fila della classe di economia, e quando non è impegnato a disegnare la rapisce in un gioco di sguardi. Attratta da Lucas ma spaventata dalle proprie paure, Jacqueline non sa se può fidarsi di lui: vuole solo proteggerla e incoraggiarla? Lucas sembra nascondere molti segreti... eppure solo insieme potranno combattere il dolore e il senso di colpa, affrontare la verità e sperimentare l'inatteso potere dell'amore.



RECENSIONE

Ho letto questo libro per la prima volta in terza superiore e da allora l'ho ripreso in mano in diverse occasioni... Il mio giudizio? Me ne sono semplicemente innamorata.
Di solito non sono una grandissima fan dei new adult, visto che spesso e volentieri approdano sulle rive dell'erotico di bassa qualità (se non addirittura di un soft porn mal sceneggiato): non di rado, infatti, i personaggi sono stereotipati al massimo, quasi assurdi; le scene di sesso scadono nel volgare; la storia è priva di sostanza, quando non addirittura offensiva.
Perché Easy invece mi è piaciuto?
Perché il romanzo di Tammara Webber riesce a prendere una trama quasi scontata (love story tra apparente bad boy e good girl) per trasformarla in un libro emozionante, coinvolgente e a tratti profondo.

Lo stile dell'autrice è estremamente delicato, abbastanza raffinato: sa alternare scene dettagliate a emozioni appena sussurrate, riesce a dare vividezza alle immagini senza mai esagerare; il suo tono è pacato, poi alterato, poi spaventato, poi eccitato... le sue parole, con grande grazia, seguono e suggeriscono alla perfezione gli stati d'animo dei personaggi. Le scene di sesso (che non mancano) sono raccontate con maestria, sono chiare ma non volgari, abbastanza esplicite ma romantiche.

giovedì 16 maggio 2019

RECENSIONE: Il palazzo dei segreti di Eleonora Della Gatta

Un finale imprevedibile



TITOLO: Il palazzo dei segreti
AUTRICE: Eleonora Della Gatta
EDITORE: Edizioni Il Ciliegio
PAGINE: 128

TRAMA:
Un palazzo signorile in un quartiere residenziale di Roma. Nei dieci appartamenti che lo compongono si intrecciano le vite degli abitanti. Esistenze come tante, ma solo all’apparenza. Grattando la superficie di normalità, scavando negli animi dei residenti, verremo catapultati in un mondo di intrighi e segreti.
Un marito violento, un amministratore truffaldino, un tassista spacciatore, un banchiere disonesto, uno stalker; famiglie tranquille e famiglie minate dall’ipocrisia.
La quotidianità dei protagonisti, già incrinata da reciproci sotterfugi, sarà sconvolta da un misterioso e torbido ricatto. L’efferato omicidio di gruppo che ne conseguirà, la richiesta di una somma ingente in cambio del silenzio, i sensi di colpa dilanianti, la paura delle conseguenze, trascineranno gli inquilini ad agire gli uni contro gli altri.
Raggiri e segreti porteranno alla luce intenzioni e caratteri dei protagonisti, in un incalzare di eventi convulsi che condurrà a un sorprendente epilogo.



RECENSIONE

Breve premessa: la curiosità per questa lettura mi è stata instillata dall'editore stesso.
Eravamo infatti alla fiera della microeditoria di Chiari e, mentre Alex firmava copie del suo romanzo, io importunavo i "padroni" del Ciliegio. Maurizio mi ha messo la pulce nell’orecchio, dicendomi che questo libro è semplice... ma che neanche il più accanito lettore di gialli e/o thriller riuscirebbe a prevederne la conclusione. Purtroppo, per questioni di vil denaro, non è entrato a far parte del mio bottino della giornata e ho dovuto attendere circa quattro mesi per riuscire a prenderlo. Ora, dopo averlo letto, devo dar ragione a Maurizio.


Il palazzo dei segreti è senza dubbio un libro per tutti, accessibile (complici anche la brevità e la semplicità della narrazione) a lettori novizi, ma apprezzabile anche dai lettori più forti, che in meno di mezza giornata potrebbero già sfogliare le pagine dell’epilogo.

giovedì 2 maggio 2019

RECENSIONE: Da ora in poi di Catia Proietti


Io non ci voglio morire 



TITOLO: Da ora in poi
AUTRICE: Catia Proietti
EDITORE: Edizioni Il Ciliegio
PAGINE: 220

TRAMA
Claudio, tredici anni, è nato e cresciuto a San Basilio, quartiere problematico della periferia romana. Appassionato di skateboard, rivela il suo talento iniziando a frequentare uno skatepark nelle vicinanze. Ma a casa la situazione è difficile: orfano di madre, vive con il padre Dario che, inabile al lavoro a causa di un incidente, sfrutta l'abilità del figlio per spacciare droga. Claudio ha un sogno, vorrebbe diventare uno skater professionista, ma si sente vittima di un destino imposto dai condizionamenti sociali ed è deluso dal mondo degli adulti. La scuola e lo sport gli offrono un'opportunità di riscatto e, in un susseguirsi di avvenimenti a ritmo serrato, Claudio sceglierà di ribellarsi.



RECENSIONE

Io non ci voglio morire, dice Claudio in Da ora in poi, riferendosi alla cava di rena.

Claudio sembra Rosso Malpelo
e molti direbbero che, in fondo, lo è e non potrebbe essere altrimenti. Siamo tutti Rosso Malpelo: il giudizio e il pregiudizio da parte degli altri (e di noi stessi) ci incatena a un futuro già determinato.
Invece no. Non è così. E Claudio diventa l'emblema dell'autodeterminismo, dei sogni e delle passioni che possono (e devono) essere inseguiti.

venerdì 26 aprile 2019

LIBRI SUL GRANDE SCHERMO: After (recensione e qualcos'altro)

Venerdì scorso Emme, Marta e io (VCUC al completo) siamo andati a vedere After, film tratto dall'omonima serie di romanzi di Anna Todd. Oggi vi subite la mia recensione ;)




COMMENTO (serio)
Avrei voluto scrivere una recensione completamente ironica su questo film... poi sono andata a vederlo e ho deciso di evitare: sarò il più seria possibile. Perché? Semplicemente perché After è meglio di quello che mi aspettavo (anche se Emme non sarebbe d'accordo). Insomma, non risulta inguardabile.
La trama di base rimane quella del libro e c'è poco da commentare: è una love story da fan fiction, quindi esagerata a tratti, un po' assurda, molto semplice nella concezione, stereotipata al massimo e di certo non il nuovo Orgoglio e pregiudizio. Tuttavia rispetto al libro, a mio parere, sono riusciti a modificare quel tanto che basta i personaggi per rendere il tutto meno ridicolo. Rimane piatto, nulla eccelle, è assolutamente mediocre, a volte comunque senza senso... però meno ridicolo.
Prima di tutto Hardin diventa quasi dolce. Nella pellicola hanno sorvolato sui suoi comportamenti letterari degni del peggior maniaco (vedi la scommessa originale...) e l'hanno dipinto come il tipico bad boy che nel profondo ha un cuore d'oro. I suoi sguardi sanno essere teneri e i suoi modi delicati; l'attore lo ha interpretato bene. Anche l'idiozia di Tessa è stata limitata e, oggettivamente, risulta parecchio meno tonta, molto più ingenua ma in modo quasi (e dico quasi) apprezzabile. 

Il resto dei personaggi, come in quasi tutti i film del genere, non esiste: fanno tutti rapide comparse per poche scene e per il resto è come se non ci fossero. Di loro non sappiamo nulla... e in fondo nemmeno ci interessa.
Il vero dramma di questo film sono i dialoghi, così scontati che sono riuscita a indovinare tutte le battute prima che le pronunciassero: cliché, frasi standard da prodotto romantico di basso livello e ovvietà a non finire si susseguono senza sosta. Non posso nemmeno incolpare gli sceneggiatori, visto che il libro di partenza è quello che è. Non potevano fare miracoli. 

Approvata la colonna sonora; non particolarmente curata ma funzionale la scenografia. 

martedì 16 aprile 2019

RECENSIONE: Direzione ipotenusa di Mirca Ferri


Mi aspettavo di più



TITOLO: Direzione ipotenusa
AUTRICE: Mirca Ferri
EDITORE: PAV Edizioni
PAGINE: 160

TRAMA
Torna Melissa e la sua incapacità di trovare un equilibrio stabile nella sua vita. L'adolescente scanzonata innamorata dell'amore dovrà, nuovamente, confrontarsi con gli spettri del suo passato e, nel suo percorso per divenire donna, affronterà altre problematiche legate alla vita dell'essere umano, sia come persona, che come figlia e infine amante. Nuovi ed intriganti ingressi sia femminili che maschili arricchiranno le sue vicende, dove, al centro di esse, resisterà instancabilmente un incessante triangolo scaleno desideroso di raggiungere la rettitudine. Melissa canta la sua vita e quella di coloro che la popolano con poetiche frasi di speranza e assoluta certezza nei veri sentimenti, che l'accompagneranno fino alla sua, ultima, estrema, decisione.




RECENSIONE

Direzione Ipotenusa è il secondo romanzo di una trilogia, iniziata lo scorso anno con Lati Scaleni. In questo seconda opera ritroviamo i personaggi che già ci vengono presentati nel primo volume, abbiamo perciò ora la possibilità seguire lo sviluppo delle loro vicende e delle loro relazioni. 

Melissa, la protagonista, è molto più di un piccolo casino: indecisa, spesso fragile e vittima delle pressioni altrui, fatica a determinare con precisione non solo la sua strada nella vita, ma anche i confini delle sue relazioni interpersonali. Soffre il peso della società e soffre nei rapporti con gli altri. Genitori, amici, ragazzi... difficilmente Melissa riesce a prendere posizione e a farsi valere. Nemmeno lei sa esattamente per cosa battersi. Di solito gli adolescenti alla ricerca di se stessi sono tra i miei personaggi preferiti; in questo caso però, purtroppo, Melissa mi ha irritata molto. Troppo lunatica, troppo emotiva, troppo indecisa su tutto. Nel corso del romanzo ogni cinque pagine cambia idea e non riesce a rimanere ferma su alcun tipo di decisione. È semplicemente in balia degli altri, una barchetta di carta dispersa in un oceano in tempesta.
Nessuno dei personaggi, in realtà, ha conquistato la mia simpatia: non ho trovato nessuno in cui rispecchiarmi e nessuno in grado di portare avanti valori realmente positivi e condivisibili. 

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