L'informazione mediatica non è mai oggettiva. L'obiettività di giornalisti e redattori nel fare informazione è solo un mito... un mito che sbiadisce di fronte all'evidenza del processo di newsmaking.
Buongiorno a tutti, lettori!
Dopo questa apertura piuttosto drammatica, vorrei spiegarvi il tema dell'articolo di oggi: parleremo di newsmaking, ovvero dei processi di produzione delle "notizie", e cercheremo di capire come nulla di ciò che leggiamo/vediamo/sentiamo sia mai neutro e neutrale.
L'intero percorso di una notizia, dalla raccolta alla presentazione, è sottoposto a una distorsione involontaria (il cosiddetto unwitting bias), causata dalle routine interne alle organizzazioni dei media e dalle linee editoriali-politiche delle varie testate.
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sabato 8 giugno 2019
sabato 18 maggio 2019
ANTI-ABORTION LAW IN ALABAMA
Avete presente quei fantastici, bellissimi film americani in cui gli USA sono rappresentati come i salvatori del mondo? I portatori di pace e libertà? I paladini universali della giustizia?
Ecco, forse è bene ricordarci che questi sono solo film e che, nel corso degli anni, gli States hanno costruito un brand fenomenale: tutto questo fa parte di un'immagine astratta purtroppo smentita dalla realtà.
Non penso di dovervi citare Abu Ghraib o il caso Snowden per riportarci tutti sulla Terra... basta, molto più semplicemente, riflettere sulla consistente presenza di razzismo negli USA per far dissolvere in pochi istanti questa bella facciata (QUI qualche info).
Negli ultimi giorni un altro elemento si è aggiunto al lato oscuro di questo Paese.
Da dove nasce questo mio momento di profonda rabbia?
Torniamo un attimo indietro e chiariamo la situazione.
Il 1973 è l'anno della sentenza "Roe v. Wade”, che legalizzò l’aborto in tutti gli Stati Uniti. QUI potete trovare ulteriori informazioni sul percorso legale della norma.
Negli ultimi mesi diversi stati centro-meridionali degli USA si sono mossi in direzione di una sempre più severa restrizione delle condizioni in cui l'aborto è concesso: Kentucky e Mississippi hanno vietato la pratica da quando è percepibile il battito del cuore del feto (6 settimane circa); misure simili sono in itinere in Georgia, Ohio, Missouri e Tennessee.
Perché questa riduzione dei tempi è assurda? Semplicemente perché in 6 settimane difficilmente una donna si rende conto di essere incinta: paticare l'aborto diventerebbe per molte una corsa contro il tempo.
Questa settimana, martedì 14 maggio 2019, il Senato dell'Alabama ha approvato, con 25 voti favorevoli e 6 contrari, un progetto di legge che uccide completamente il diritto di scelta di una donna: no all'aborto. In ogni caso. O meglio, con una sola eccezione, ovvero quando la vita della madre è a rischio(e ci mancherebbe altro!). Ci tengo a farvi notare che l'aborto non è consentito nemmeno in caso di stupro.
Qual è la pena prevista per i dottori che trasgrediranno la legge? Potrebbero scontare fino a 99 anni di carcere. Insomma, una pena potenzialmente ben superiore a quella inflitta allo stesso stupratore. Tutto questo è RIDICOLO.
Vorrei cercare di sviluppare un po' il tema con voi.
Ecco, forse è bene ricordarci che questi sono solo film e che, nel corso degli anni, gli States hanno costruito un brand fenomenale: tutto questo fa parte di un'immagine astratta purtroppo smentita dalla realtà.
Non penso di dovervi citare Abu Ghraib o il caso Snowden per riportarci tutti sulla Terra... basta, molto più semplicemente, riflettere sulla consistente presenza di razzismo negli USA per far dissolvere in pochi istanti questa bella facciata (QUI qualche info).
Negli ultimi giorni un altro elemento si è aggiunto al lato oscuro di questo Paese.
Da dove nasce questo mio momento di profonda rabbia?
Torniamo un attimo indietro e chiariamo la situazione.
Il 1973 è l'anno della sentenza "Roe v. Wade”, che legalizzò l’aborto in tutti gli Stati Uniti. QUI potete trovare ulteriori informazioni sul percorso legale della norma.
Negli ultimi mesi diversi stati centro-meridionali degli USA si sono mossi in direzione di una sempre più severa restrizione delle condizioni in cui l'aborto è concesso: Kentucky e Mississippi hanno vietato la pratica da quando è percepibile il battito del cuore del feto (6 settimane circa); misure simili sono in itinere in Georgia, Ohio, Missouri e Tennessee.
Perché questa riduzione dei tempi è assurda? Semplicemente perché in 6 settimane difficilmente una donna si rende conto di essere incinta: paticare l'aborto diventerebbe per molte una corsa contro il tempo.
Questa settimana, martedì 14 maggio 2019, il Senato dell'Alabama ha approvato, con 25 voti favorevoli e 6 contrari, un progetto di legge che uccide completamente il diritto di scelta di una donna: no all'aborto. In ogni caso. O meglio, con una sola eccezione, ovvero quando la vita della madre è a rischio
Qual è la pena prevista per i dottori che trasgrediranno la legge? Potrebbero scontare fino a 99 anni di carcere. Insomma, una pena potenzialmente ben superiore a quella inflitta allo stesso stupratore. Tutto questo è RIDICOLO.
Vorrei cercare di sviluppare un po' il tema con voi.
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venerdì 10 maggio 2019
SALONE DI TORINO 2019: Altaforte e qualche considerazione
Partiamo da una premessa: non stiamo in alcun modo difendendo l'ideologia fascista; parleremo di incoerenze che vanno oltre la specifica accusa di questo caso.
Altaforte fa apologia di fascismo? Quanti di voi (o di coloro che li hanno accusati) hanno effettivamente letto i libri pubblicati da questa CE? Io no, quindi in merito non mi pronuncio. Ricordo solo che per giudicare il contenuto di un testo, l'opera in questione va prima letta. Non si accusa per sentito dire (cosa che buona parte del web ha fatto).
E no, le affermazioni dell'editore non bastano per commentare i libri che pubblica.
Primo punto di incoerenza: Altaforte ha iniziato a pubblicare i suoi libri a settembre dello scorso anno; prima ancora pubblicava la rivista Il Primato Nazionale (stesso editore, stessa linea). La magistratura dov'era, scusate? Ammettiamo, per pura ipotesi, che abbiano effettivamente sempre fatto apologia di fascismo... perché nessuno è intervenuto prima? Certe dichiarazioni sono reato, no? Perché ora?
Perdonatemi se sostengo che la Regione, la Città e di conseguenza il Salone si siano un po'parati il cu... salvati la faccia. Hanno cercato di fermare la polemica, come se si trattasse di un gioco. Altro che vittoria della libertà, questa non è nemmeno una vittoria di Pirro.
Punto secondo: su molti giornali si legge "Altaforte, casa editrice vicina a Casapound", con un'implicazione di giudizio non da poco. Come se essere vicina a Casapound la rendesse immediatamente illegale. Capiamoci eh, Casapound può farvi schifo quanto volete, potete CONSIDERARLI infami, violenti e fascisti... ma questo è un partito legale. Che legamente esiste e che legalmente può essere votato. In che modo la CE dovrebbe essere illegale se non lo è il partito? E qui torno all'incoerenza del punto uno: se Casapound fa apologia di fascismo, perché nessuno li ha denunciati? La coerenza dove sta? Fare qualcosa prima? Se uno dei suoi esponenti dice o fa qualcosa di legalmente perseguibile, perseguiteli. Non aspettate di fare l'azione di facciata solo per "fare bella figura" (capisci poi che bella figura...).
Punto terzo: i processi vanno conclusi, prima di emettere una sentenza. Escludere Altaforte da Torino senza che siano stati CONDANNATI per alcun reato è, direi piuttosto oggettivamente, una forma di censura. Al momento non sono colpevoli di niente, sulla base di quale pretesto sono stati cacciati? Eh, nomi importanti minacciano di non venire se ci siete voi, quindi vi mandiamo via. Ricatto? Spiegatemi dove sta il vostro rispetto della legge e della liberta e della giustizia e di tutti i buoni valori di questo mondo quando sostenete un comportamento simile. Dove?
Non è urlando "fascista!!!" al fascista che si risolve un problema.
Qui entra in gioco il punto quarto: vorrei dire ad Halina Birenbaum, sopravvissuta all'Olocausto, con tutti il rispetto per lei, che dal fascismo lei non deve scappare, il fascismo lei lo deve combattere, proprio perché l'ha conosciuto e ne conosce le conseguenze.
I problemi non si risolvono nascondendo la polvere sotto il tappeto, bisogna parlare, spiegare, dialogare, far capire alle persone perché qualcosa è sbagliato. Nascondendo i fascisti sotto al tappeto cosa abbiamo ottenuto?
Cara Signora, lei avrebbe dovuto dire: "Io a Torino vado, proprio perché ci sono i fascisti".
Tralascio poi l'organizzazione di base dell'intero boicottaggio... Vi dico solo che la mia prof di marketing avrebbe sputato sul foglio d'esame di questi "boicottatori", che di comunicazione e pubblicità evidentemente hanno capito proprio poco. (Chi conosceva Altaforte fino a settimana scorsa? Adesso la biografia di Salvini è il libro più venduto su Amazon.)
La cosa che mi dispiace di più è che probabilmente molti "sostenitori della giustizia" non hanno capito che in tutto questo hanno toppato. Nei modi e nei tempi. Hanno fatto il gioco dei "fascisti", hanno dato loro ragione e motivi per continuare a combattere e non hanno spiegato a nessuno perché il fascismo è sbagliato.
L'obiettivo era fare polemica inutile? L'obiettivo era farli sparire dal Salone? Allora ci siete riusciti, bravi. Vi siete comportati correttamente? Siete stati "migliori" di loro? Avete trasmesso dei valori positivi? No.
Sorrido sempre quando qualcuno mi risponde a slogan... L'ideologia è bella, ma se non ottiene risultati concreti serve a ben poco.
Alex (e Emme)
Altaforte fa apologia di fascismo? Quanti di voi (o di coloro che li hanno accusati) hanno effettivamente letto i libri pubblicati da questa CE? Io no, quindi in merito non mi pronuncio. Ricordo solo che per giudicare il contenuto di un testo, l'opera in questione va prima letta. Non si accusa per sentito dire (cosa che buona parte del web ha fatto).
E no, le affermazioni dell'editore non bastano per commentare i libri che pubblica.
Primo punto di incoerenza: Altaforte ha iniziato a pubblicare i suoi libri a settembre dello scorso anno; prima ancora pubblicava la rivista Il Primato Nazionale (stesso editore, stessa linea). La magistratura dov'era, scusate? Ammettiamo, per pura ipotesi, che abbiano effettivamente sempre fatto apologia di fascismo... perché nessuno è intervenuto prima? Certe dichiarazioni sono reato, no? Perché ora?
Perdonatemi se sostengo che la Regione, la Città e di conseguenza il Salone si siano un po'
Punto secondo: su molti giornali si legge "Altaforte, casa editrice vicina a Casapound", con un'implicazione di giudizio non da poco. Come se essere vicina a Casapound la rendesse immediatamente illegale. Capiamoci eh, Casapound può farvi schifo quanto volete, potete CONSIDERARLI infami, violenti e fascisti... ma questo è un partito legale. Che legamente esiste e che legalmente può essere votato. In che modo la CE dovrebbe essere illegale se non lo è il partito? E qui torno all'incoerenza del punto uno: se Casapound fa apologia di fascismo, perché nessuno li ha denunciati? La coerenza dove sta? Fare qualcosa prima? Se uno dei suoi esponenti dice o fa qualcosa di legalmente perseguibile, perseguiteli. Non aspettate di fare l'azione di facciata solo per "fare bella figura"
Punto terzo: i processi vanno conclusi, prima di emettere una sentenza. Escludere Altaforte da Torino senza che siano stati CONDANNATI per alcun reato è, direi piuttosto oggettivamente, una forma di censura. Al momento non sono colpevoli di niente, sulla base di quale pretesto sono stati cacciati? Eh, nomi importanti minacciano di non venire se ci siete voi, quindi vi mandiamo via. Ricatto? Spiegatemi dove sta il vostro rispetto della legge e della liberta e della giustizia e di tutti i buoni valori di questo mondo quando sostenete un comportamento simile. Dove?
Non è urlando "fascista!!!" al fascista che si risolve un problema.
Qui entra in gioco il punto quarto: vorrei dire ad Halina Birenbaum, sopravvissuta all'Olocausto, con tutti il rispetto per lei, che dal fascismo lei non deve scappare, il fascismo lei lo deve combattere, proprio perché l'ha conosciuto e ne conosce le conseguenze.
I problemi non si risolvono nascondendo la polvere sotto il tappeto, bisogna parlare, spiegare, dialogare, far capire alle persone perché qualcosa è sbagliato. Nascondendo i fascisti sotto al tappeto cosa abbiamo ottenuto?
Cara Signora, lei avrebbe dovuto dire: "Io a Torino vado, proprio perché ci sono i fascisti".
Tralascio poi l'organizzazione di base dell'intero boicottaggio... Vi dico solo che la mia prof di marketing avrebbe sputato sul foglio d'esame di questi "boicottatori", che di comunicazione e pubblicità evidentemente hanno capito proprio poco. (Chi conosceva Altaforte fino a settimana scorsa? Adesso la biografia di Salvini è il libro più venduto su Amazon.)
La cosa che mi dispiace di più è che probabilmente molti "sostenitori della giustizia" non hanno capito che in tutto questo hanno toppato. Nei modi e nei tempi. Hanno fatto il gioco dei "fascisti", hanno dato loro ragione e motivi per continuare a combattere e non hanno spiegato a nessuno perché il fascismo è sbagliato.
L'obiettivo era fare polemica inutile? L'obiettivo era farli sparire dal Salone? Allora ci siete riusciti, bravi. Vi siete comportati correttamente? Siete stati "migliori" di loro? Avete trasmesso dei valori positivi? No.
Sorrido sempre quando qualcuno mi risponde a slogan... L'ideologia è bella, ma se non ottiene risultati concreti serve a ben poco.
Alex (e Emme)
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