ATTENZIONE: SPOILER
Il romanzo si apre con dieci estranei che raggiungono, in una sequenza dal sapore cinematografico, una misteriosa villa - non un luogo sinistro e dall'atmosfera gotica, bensì "la quintessenza della modernità", una villa luminosa e trasparente - su una piccola isola al largo del Devon. Stiamo, ovviamente, riferendoci alla celeberrima Nigger Island, una roccia nuda "vagamente simile a una gigantesca testa di negro". Sulla proprietà della località sono state fatte parecchie congetture dalle riviste mondane: l'Ammiragliato? una star di Hollywood? la Famiglia Reale?
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| L'immagine è tratta dal film di René Clair. Lo so, la casa sembra fin troppo cupa... |
I dieci estranei sono stati invitati da un certo U.N. Owen, che nessuno di loro ha mai conosciuto di persona. Ai nostri giorni saremmo un po' perplessi: chi mai accetterebbe un invito simile? chi mai dormirebbe a casa di uno sconosciuto? Perché proprio di questo si tratta, di un Unknown... Tuttavia la Christie ci parla di un'altra epoca, di un mondo e di una società in cui tutto ciò era perfettamente normale. Ignoriamo perciò la nostra eventuale perplessità e concentriamoci sullo sviluppo di un'opera che ancora oggi sa catturare e angosciare con la sua intricata trama e i personaggi moderni. Moderni? Sì, perché i dieci invitati più che singoli individui rappresentano ruoli - avventuriero, giudice, medico, militare, playboy, poliziotto, insegnante, zitella, domestico: ruoli sociali e narrativi, prima ancora che elementi di caratterizzazione; ci risulta quindi facile trasportare i loro comportamenti e i loro pensieri nel mondo attuale.
L'anfitrione, il premuroso Sconosciuto, ha ben pensato di lasciare un ricordo dell'infanzia ai suoi ospiti: in ogni stanza essi trovano, infatti, una filastrocca - Ten Little Niggers - che diventerà il copione - o meglio, il canovaccio - dello spettacolo che andrà in scena poche pagine dopo l'incipit.
Lettura delle imputazioni, confessioni, esecuzioni. Gli eventi si susseguono esattamente come
programmato dall'abile sceneggiatore e regista.
La chiusura e la sovrapposizione di spazio abitativo, crimini e azione investigativa sono un topos della scrittura della Christie, come ci dimostrano Assassinio sull'Orient-Express e Poirot sul Nilo.Anche qui la scena è circoscritta e limitata; i personaggi sono isolati e ciascuno di loro è totalmente esposto allo sguardo altrui; di conseguenza la loro esistenza privata viene sostituita da una logica comunitaria di pervasivo sospetto. Il sospetto, infatti, è il vero protagonista di queste vicende: un sospetto assoluto, angosciante, continuo. L'isola, chiara e trasparente, senza alcun possibile nascondiglio, rivela fin da subito un'orribile verità... non c'è nessun altro, oltre i dieci ospiti, sull'isola... U.N. Owen deve essere uno di loro. Tra loro, tutti accusati di omicidio, c'è un attuale assassino. Un assassino fanatico, forse, che vuole punire i loro crimini. E l'idea che possa anche essere una punizione divina ogni tanto agita ancor più i loro animi. Uomo o Dio? C'è una possibilità di sfuggire a un destino che sembra già inciso nella pietra - fissato nel testo di una filastrocca per bambini?


