Ecco, forse è bene ricordarci che questi sono solo film e che, nel corso degli anni, gli States hanno costruito un brand fenomenale: tutto questo fa parte di un'immagine astratta purtroppo smentita dalla realtà.
Non penso di dovervi citare Abu Ghraib o il caso Snowden per riportarci tutti sulla Terra... basta, molto più semplicemente, riflettere sulla consistente presenza di razzismo negli USA per far dissolvere in pochi istanti questa bella facciata (QUI qualche info).
Negli ultimi giorni un altro elemento si è aggiunto al lato oscuro di questo Paese.
Da dove nasce questo mio momento di profonda rabbia?
Torniamo un attimo indietro e chiariamo la situazione.
Il 1973 è l'anno della sentenza "Roe v. Wade”, che legalizzò l’aborto in tutti gli Stati Uniti. QUI potete trovare ulteriori informazioni sul percorso legale della norma.
Negli ultimi mesi diversi stati centro-meridionali degli USA si sono mossi in direzione di una sempre più severa restrizione delle condizioni in cui l'aborto è concesso: Kentucky e Mississippi hanno vietato la pratica da quando è percepibile il battito del cuore del feto (6 settimane circa); misure simili sono in itinere in Georgia, Ohio, Missouri e Tennessee.
Perché questa riduzione dei tempi è assurda? Semplicemente perché in 6 settimane difficilmente una donna si rende conto di essere incinta: paticare l'aborto diventerebbe per molte una corsa contro il tempo.
Questa settimana, martedì 14 maggio 2019, il Senato dell'Alabama ha approvato, con 25 voti favorevoli e 6 contrari, un progetto di legge che uccide completamente il diritto di scelta di una donna: no all'aborto. In ogni caso. O meglio, con una sola eccezione, ovvero quando la vita della madre è a rischio
Qual è la pena prevista per i dottori che trasgrediranno la legge? Potrebbero scontare fino a 99 anni di carcere. Insomma, una pena potenzialmente ben superiore a quella inflitta allo stesso stupratore. Tutto questo è RIDICOLO.
Vorrei cercare di sviluppare un po' il tema con voi.
