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giovedì 4 gennaio 2018

RECENSIONE: Wonder di R.J. Palacio

 

Un innamoramento imperfetto



TITOLO: Wonder
AUTORE: R.J. Palacio
EDITORE: Giunti
PAGINE: 288

TRAMA:
È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno August durante l'anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni.




RECENSIONE: 

Partiamo dal fatto che ho prima visto il film e poi letto il libro (che mi è stato gentilmente regalato da Emme per Natale). Non posso non ammettere che ho preferito il film: l'ho trovato più coinvolgente, più emozionante e, in alcuni ambiti, più completo. Tra poco capirete perché.


La storia di Auggie viene raccontata in un modo che ho trovato avvincente, ovvero attraverso POV differenti: Auggie stesso, sua sorella Via, il suo amico Jack, il fidanzato di Via etc. Grazie a questo espediente possiamo conoscere diverse sfaccettature della vicenda e possiamo andare oltre alla visione diretta del protagonista. Ho apprezzato molto questa scelta, perché contribuisce ad eliminare l'atteggiamento "vittimistico" che ogni tanto August, inconsciamente e anche (spesso) a buona ragione, assume. Mi è dispiaciuta, però, la mancanza di maggiore approfondimento psicologico dei personaggi: avrei voluto scoprire qualcosa di più di tutti...
Avrei anche preferito che fossero inseriti alcuni POV in più, in particolare quelli dei genitori, Nate e Isabel Pullman: sarebbe stato interessante sapere di più sulle loro sensazioni, emozioni e reazioni, sui loro pensieri privati e non esprimibili.
Nell'insieme credo che l'universo in cui viene narrata la storia, con tutte le sue comparse, sia stato meglio reso (e in modo più completo) nel film: per esempio, secondo me, la mamma è più complessa e ricca nella sua rappresentazioni cinematografica, mentre è meno d'impatto tra le pagine del libro.


domenica 19 novembre 2017

SEGNALAZIONE: Semplice di Giorgio Terruzzi

 

Un romanzo autografato che non vedo l'ora di leggere




TITOLO: Semplice
AUTORE: Giorgio Terruzzi
EDITORE: Rizzoli
PAGINE: 272
LINK ACQUISTO: Semplice

TRAMA:
Semplice. Come il gioco. Come l'amicizia.
Ci sono persone che restano con noi anche quando se ne sono andate, e a volte basta un gesto minimo, tuo figlio che si sfiora le labbra con un dito mentre gioca, per ricordarti che non sei mai riuscito ad archiviarne il ricordo. È quello che succede a Luciano: il pensiero corre subito ad Alex, il suo capitano di vent’anni prima. Stesso campo, stesso amore, il rugby. Alex, forte, generoso, cuore della squadra e mattatore dello spogliatoio, Alex, il campione che li aveva abbandonati troppo presto. Sei amici, fratelli in campo e nella vita. Sembravano indivisibili. Invece erano rimasti in cinque e avevano finito col perdersi. Oggi, superati i quarant’anni, a unirli c’è una ferita che non si è mai fatta cicatrice. Ma quando il passato torna a presentare il conto con quella che sembra una strana convocazione, è come se l’amicizia che li legava da ragazzi non si fosse mai spenta. È la miccia, l’inizio di un viaggio inatteso e necessario che permetterà a ciascuno di loro di ritrovare l’altro, restituendo un senso doloroso ma pieno allo schiaffo che li aveva colpiti e disorientati. Con Semplice Giorgio Terruzzi ci racconta gli inciampi e la forza dei sentimenti dell’adolescenza, e ci ricorda che c’è sempre tempo per riscoprire un’amicizia autentica, perché una squadra che ha lottato davvero non abbandona nessun compagno.


  



L'AUTORE:
Giorgio Luca Maria Terruzzi (Milano, 3 agosto 1958) è un giornalista e scrittore italiano, collaboratore di diverse testate tra le quali il Corriere della Sera, autore di testi per il teatro e il cinema, e consigliere dell'A.S. Rugby Milano.
Dal 2017 partecipa come ospite e come autore di servizi a tema al programma Quelli che...il calcio (Rai2)
Il suo libro "Suite 200 - l'ultima notte di Ayrton Senna", uscita aprile 2014, ha vinto nel 2015, per la seconda volta, il premio Bancarella Sport e nel 2014 si è aggiudicato il Premio Speciale CONI-Memo Geremia.
Nel settembre 2015 è uscito il libro "Grazie Valentino" (Rizzoli).
Nell'aprile 2017 ha pubblicato il romanzo "Semplice" (Rizzoli).
Nell'ottobre 2017 ha collaborato (con Marina Viola e Marco Pastonesi) alla riedizione del libro "Inediti e Dimenticati" di Beppe Viola, pubblicato con il titolo "Sportivo sarà lei" da Quodlibet.



Cosa ne pensate? Conoscete l'autore? Vi ispira il suo romanzo?
Io ho il libro autografato qui sullo scaffale... spero di riuscire a iniziarlo questa settimana :)



Alex

domenica 12 novembre 2017

ALEX INTERVISTA... Marco Erba


Come vi avevo promesso, ecco qui la tanto attesa intervista a Marco Erba, autore di Fra me e te, edito da Rizzoli.
Lo scrittore sarà ospite della scuola di Marta a metà dicembre... E, quindi, Marta ha avuto l'idea di invitarlo anche qui sul blog per parlare un po' di lui e del suo libro.
Abbiamo già pubblicato la recensione del suo romanzo (la trovate QUI) e adesso non vediamo l'ora di farvi conoscere meglio quest'autore semplice ed emozionante. 



 



MARCO ERBA



1.   Alex e Marta: Benvenuto! Ti va di presentarti ai nostri lettori? Raccontaci tre curiosità su di te.
Ciao! Sono Marco Erba, nato nel 1981, sposato con Cecilia, papà di tre figli di cui uno in affido, insegnante per passione e per mestiere da dieci anni. Tre curiosità un po’ a caso: 1) da ragazzino correvo in bicicletta e sognavo di vincere il Giro d’Italia, 2) quando chiudo la macchina, la chiudo una seconda volta anche se sono certo di averla già chiusa, 3) mi piace guardare i cartoni animati con i miei bambini: odio Winnie the Pooh, mentre adoro i Pj Masks.



2.  Alex e Marta: Com’è nata la tua passione per la scrittura? Quando hai iniziato a scrivere?
La passione è nata da mio nonno e da mio padre. Quando ero piccolo mio nonno mi raccontava un sacco di storie inventate da lui: non aveva avuto la possibilità di studiare, ma leggeva tantissimo ed era una miniera inesauribile. Mio padre invece mi regalava un sacco di libri e prima di dormire, ogni sera, mi leggeva una fiaba. Non ha mai saltato un giorno….

domenica 5 novembre 2017

RECENSIONE DOPPIA: Fra me e te di Marco Erba

 Recensione a due voci 

 

Impressioni e riflessioni di due sorelle: Marta e Alex commentano il primo libro di Marco Erba, a tema adolescenza. 




TITOLO: Fra me e te
AUTORE: Marco Erba
EDITORE: Rizzoli
PAGINE: 387

TRAMA:
Edo è arrabbiato. Detesta i suoi professori - Voldemort, la Frigida, il Cetaceo. Non ha veri amici. Odia Cordaro, la sua città. Perché è caotica e sporca, ma soprattutto perché è piena di stranieri. E lui gli stranieri non li può vedere, in particolare i cinesi. Finché non incontra Yong. Chiara è una brava ragazza, fa volontariato, ha voti altissimi a scuola. Tiene un diario intitolato Memorie di un bruco sognatore. Per gli adulti è una da additare come esempio, per i suoi compagni è troppo seria. Finché non scopre Facebook. Raccontata a due voci, una storia che impasta amore, amicizia, pregiudizio; che fa emozionare, ricordare, sognare; che scatta una fotografia nitidissima della vita tra i social network, la scuola, i genitori; che mette a nudo il razzismo dei finti forti e il coraggio dei fragili. Che fa diventare adolescente anche chi non lo è mai stato.





RECENSIONE MARTA:

Fra me e te non è un libro che ha ottenuto fin da subito la mia approvazione: le prime pagine non hanno catturato in alcun modo la mia attenzione, anzi, mi è quasi venuta voglia di interrompere la lettura. Fortunatamente non l'ho fatto: i capitoli successivi si sono rivelati più interessanti, scorrevoli e piacevoli.
Mi è piaciuta molto l'idea dell'autore di portare avanti due storie e due personaggi diversi, con sentimenti e pensieri differenti. Sinceramente, però, devo dire che ho preferito di gran lunga il personaggio di Edo, forse per la sua maggiore ironia... A volte, infatti, ho trovato Chiara un po' troppo lamentosa.  D'altra parte, di entrambi mi è sembrato inverosimile il cambio repentino di comportamento: i due "migliorano" troppo in fretta. Avrei preferito un maggiore approfondimento della loro crescita.
Aggiungo che non sono riuscita a entrare in sintonia nè con Chiara nè con Edo, anche se questo, penso, fosse proprio l'effetto desiderato dell'autore: Marco Erba ha, forse, voluto sottolineare come gli adolescenti spesso assumano comportamenti sbagliati... Quindi quale modo migliore per trasmettere questo concetto, se non rappresentare due ragazzi che "danno fastidio" anche ai ragazzi?
Comunque, chiederò una spiegazione all'autore nell'intervista che gli faremo a breve :)

  
ALCUNE PAROLE CHE HO AMATO:

- Sono due, perché rappresentano il legame fra me e te. Un legame indistruttibile - mi ha detto papà quel giorno. - Io ci sarà sempre per te. Quando lo vorrai potremo essere insieme. Come queste due tartarughe.-



giovedì 2 novembre 2017

642 IDEE PER SCRIVERE #3

Questa settimana ho già pubblicato un post per questa rubrica... Ma lo scritto di Marta è perfetto e non posso non farvelo leggere, perciò ecco un nuovo 642 idee per scrivere ;)

Premessa 1: quando Marta ha scritto il testo, io non sapevo che argomento avrebbe trattato.
Premessa 2: lei non sapeva che io l'avrei letto (l'ha fatto per scuola), né tantomeno che l'avrei pubblicato.

Comunque, queste parole scritte dalla mia sorellina mi hanno commossa: non mi aspettavo tutto questo affetto, e tutta questa ammirazione soprattutto... Perciò nulla, quasi piango di gioia.





Una persona che ammiri?

 Se mi volto a guardare gli innumerevoli passi che ho già compiuto dal primo maggio del 2002, il giorno della mia nascita, mi rendo conto che, sia nei giorni positivi che nei giorni bui, molte persone hanno continuato a tenermi per mano.
Uno dei fari che è sempre stato presente nella mia vita è mia sorella, Giorgia. È una ragazza estremamente minuta, ma al tempo stesso è una valanga di energia, un vulcano pronto a esplodere da un momento all’altro. Quando ero piccola Giorgia mi sembrava una creatura divina e superiore a tutti e a tutto, dal mio punto di vista avrebbe benissimo potuto occupare il tredicesimo trono tra gli dei maggiori dell’Olimpo.
Per me era un vero e proprio idolo, un modello. Proprio per ciò, mi piaceva copiarla in tutto, ce la mettevo sempre tutta per riuscire a vestirmi, a parlare e a comportarmi come lei. Mi ricordo che a volte facevo addirittura i capricci per fare in modo che i miei genitori mi comprassero gli stessi vestiti, le stesse scarpe o gli stessi gioiellini di mia sorella. Mi ripetevo in continuazione che io sarei stata una perfetta copia di Giorgia.
Oltre che un modello da imitare, per me, Giorgia era una compagna di giochi fenomenale. Mi ricordo che in inverno noi due passavamo le serate a divertirci con diversi giochi in scatola o a vestire e pettinare le bambole, mentre in estate ci sbizzarrivamo facendo volare la fantasia oltre le stelle: un giorno eravamo due medici, un altro due cuochi, un altro ancora due streghe. Mia sorella era la mia medicina, il mio antibiotico contro la noia o la tristezza. Grazie alla sua freschezza, al suo sorriso radioso e alla sua creatività con lei era impossibile che un broncio mi solcasse il viso.
Siccome lei era il mio faro, io come un buon marinaio la seguivo ovunque e la ascoltavo sempre.
Purtroppo, non si rimane bambini per sempre e così, crescendo, il nostro rapporto è stato sul punto di dissolversi diverse volte, soprattutto nel periodo in cui mi sorella ha iniziato le scuole medie. Io ero ancora una bambina di otto anni, sempre attiva e con una voglia pazza di passare le mie giornate a giocare, lei, invece, stava diventando una ragazza più grande e quindi preferiva ridere con le sue compagne di classe nel guardare i ragazzi carini, piuttosto che pettinare le bambole. Mi viene quasi da ridere se ripenso al modo in cui guardavo mia sorella diventare un’adolescente. I miei occhi da un lato erano tristi perché avevo perso la mia compagna di giochi, ma d’altro lato ricchi di ammirazione e del desiderio di diventare come lei, un giorno.
Giorgia è sempre stata un piccolo genio, una ragazza molto intelligente e sveglia e, ovviamente, brava a scuola, così numerose volte l’ho sfruttata come una piccola enciclopedia personale in cui poter andare a ricercare quei concetti che non capivo. Sono impossibili da contare tutte le volte in cui mi ha aiutato a districare un problema di matematica particolarmente ingarbugliato o a capire una regola grammaticale apparentemente impossibile da comprendere.
Ora che anch’io sono cresciuta, io e mia sorella siamo unite da un filo di ferro indistruttibile. Certo, lei ha i suoi segreti e io ho i miei, lei pensa in un modo e io in un altro, però, ci guardiamo comunque le spalle a vicenda e spero che questo nostro legame riesca a resistere a qualsiasi intemperia.


Con il tempo siamo diventate due ragazze molto diverse, io e Marta... molto, molto diverse: ordinatissima lei, incasinatissima io. Questo tratto caratterizza il nostro approccio a qualunque argomento, a qualunque situazione, e ci contraddistingue: ormai non siamo più due gocce d'acqua. E per fortuna.
Mi sento di affermare, con assoluta certezza, che siamo ancora legatissime: lei è stata, è, e sempre rimarrà la mia migliore amica.




Vorrei dire che sono fierissima della mia sorellina e della persona che sta diventando, sono fierissima del suo impegno quotidiano e la ringrazio infinitamente per aver iniziato questa avventura con me <3


Voi di chi avreste scritto? Chi è la persona che più ammirate?


Alex



 P.S. Noi stiamo guardando X Factor...  Quanto sono fantastici Nigiotti e Damiano? *-*




martedì 5 settembre 2017

RECENSIONE: Dimmi tre segreti di Julie Buxbaum


Mi aspettavo qualcosa di più.


Ho deciso di leggere questo libro dopo aver visto online molte recensioni positive… Ma, nonostante Dimmi tre segreti non sia male, non mi ha soddisfatta a pieno. 



TITOLO: Dimmi tre segreti
AUTRICE: Julie Buxbaum
EDITORE: De Agostini

PAGINE: 269

TRAMA:
E se la persona che ti conosce meglio al mondo fosse l’unica che non hai mai incontrato?

Jessie ha sedici anni e una vita da schifo. O almeno così le sembra il giorno in cui lascia Chicago per frequentare il liceo più snob di Los Angeles. Ma proprio quando le cose si mettono male, riceve una mail misteriosa. Una mail in cui Un Perfetto Sconosciuto si offre di aiutarla a orientarsi nella giungla della nuova scuola, mantenendo però l’anonimato. Jessie è perplessa: si tratta di uno scherzo di cattivo gusto o qualcuno vuole davvero darle una mano? Il punto è che lei non è nelle condizioni di rifiutare un aiuto tanto generoso: sua madre è morta ormai da un paio di anni, e suo padre si è risposato, costringendola a trasferirsi dall’altra parte del Paese, in un posto che odia con un fratellastro che odia ancora di più. Ecco perché Jessie non può fare altro che fidarsi: presto, Un Perfetto Sconosciuto diventa il suo migliore amico, e lei decide che è arrivato il momento di incontrarlo. Ma, si sa, ci sono segreti che è meglio non svelare mai…




RECENSIONE: 

Vi è mai capitato di immaginarvi qualcosa in modo perfetto e poi rimanerne deluse?
È come uscire con il ragazzo del quale siete state innamorate per secoli, osservandolo tutti i giorni da lontano senza mai parlarci… Poi, finalmente, un giorno ci scambiate due parole e vi mettete d’accordo per uscire insieme. Per ogni singolo secondo che precede l’appuntamento, pensate e ripensate a come sarà la vostra uscita. La immaginate perfetta. La sognate come se fosse una favola, il magnifico incontro tra soul mates: una conversazione profonda, un ragazzo gentiluomo e cavaliere, un bacio mozzafiato…
Infine, arriva il fatidico momento: uscite insieme. E lui non è nulla di che. Non fa schifo, certo,  ma nemmeno vi lascia senza fiato. È carino, però normale. E voi maledite tutte le vostre fantasie precedenti e tutte le vostre amiche che non avevano fatto altro che incoraggiarvi.
Questo libro mi ha lasciato questa sensazione: mi aspettavo un dio, invece non è stato altro che un mortale niente male.


 
Dimmi tre segreti è una lettura piacevole. Lo stile è semplice, scorrevole, e la protagonista riesce a farsi apprezzare nella sua genuinità, nella sua sincerità e immediatezza.
Jessie è una ragazza normale, ha una vita normale e due buoni genitori. La sua vita, però, viene sconvolta: la sua adorabile mamma muore di cancro, e dopo poco suo padre decide di risposarsi con una donna incontrata su un sito per vedovi, Rachel.. . Peccato che lei e il figlio vivano dall’altra parte degli USA, a Los Angeles. E che Jessie sia costretta a trasferirsi. La sua normalissima e tranquilla vita cade a pezzi: si ritrova catapultata in un mondo di ricconi, tra ville enormi, scuola privata, vestiti firmati e ragazzi bellissimi.
La storia segue il suo percorso nel nuovo e complesso mondo: il tentativo di farsi nuovi amici, i racconti alla vecchia migliore amica Scarlett, la relazione con il fratellastro e la matrigna… 

È
, senza dubbio, un momento difficile da affrontare. Ma, per fortuna, lei non è mai davvero sola: PS la aiuta ad ambientarsi, le permette di sfogarsi e raccontarsi, di capirsi…

Chi è PS? Il misterioso ragazzo (o almeno così spera Jessie) con il quale si scambia email e messaggini… Ragazzo che la conosce, ma che non vuole presentarsi a lei di persona. I due si confidano l’uno con l’altro e piano piano nasce una relazione molto dolce, una fiducia speciale, un innamoramento particolare. E Jessie vuole scoprire a tutti i costi chi si cela dietro al suo affascinante PS.

Piacere, signorina Holmes. nella vita reale non ci conosciamo, e non so se ci incontreremo mai. voglio dire, magari sì, a un certo punto - magari ti chiederò che ore sono o qualche altra sciocchezza decisamente al di sotto del nostro potenziale - ma non credo che riusciremo mai a conoscerci, almeno non in un modo che faccia davvero la differenza... ed è per questo che ho pensato di mandarti una mail avvolto in un manto di anonimato.

venerdì 18 agosto 2017

RECENSIONE: Noi siamo tutto di Nicola Yoon

Per amore vale la pena rischiare tutto. Tutto. 


Letto in meno di quattro ore: Madeline e Olly sono stati dei teneri, imprevedibili, commoventi compagni con cui trascorrere la  serata.



Titolo: Noi siamo tutto
Autrice: Nicola Yoon
Data di pubblicazione:
 16 maggio 2017

Editore:
 Sperling & Kupfer

Pagine:
 320


TRAMA:
Madeline Whittier è allergica al mondo. Soffre infatti di una patologia tanto rara quanto nota, che non le permette di entrare in contatto con il mondo esterno. per questo non esce di casa, non l'ha mai fatto in diciassette anni. Mai un respiro d'aria fresca, né un raggio di sole caldo sul viso. le uniche persone che può frequentare sono sua madre e la sua infermiera, Carla. Finché, un giorno, un camion di una ditta di traslochi si ferma nella sua via. Madeline è alla finestra quando vede. lui. Il nuovo vicino. Alto, magro e vestito di nero dalla testa ai piedi: maglietta nera, jeans neri, scarpe da ginnastica nere e un berretto nero di maglia che gli nasconde completamente i capelli. Il suo nome è Olly. i loro sguardi si incrociano per un secondo, e anche se nella vita è impossibile prevedere sempre tutto, in quel secondo Madeline prevede che si innamorerà di lui. Anzi, ne è sicura. Come è quasi sicura che sarà un disastro. Perché, per la prima volta, quello che ha non le basta più, e per vivere anche solo un giorno perfetto è pronta a rischiare tutto. Tutto. Bestseller n°1 del New York Times, e tuttora ai vertici delle classifiche negli Stati Uniti a oltre un anno di distanza dall'uscita, lo struggente e romantico romanzo d'esordio di Nicola Yoon è in corso di pubblicazione in 38 Paesi, e presto arriverà nelle sale cinematografiche l'omonimo film. Noi siamo tutto è una storia dolce e commovente, un libro destinato a diventare un cult.




RECENSIONE:

Una storia indimenticabile. Non ho altre parole per descrivere questo libro, quindi vi cito direttamente la locandina del film: "una storia indimenticabile".

Fin dalle prima pagine Madeline ci invita a conoscere lei e il suo mondo "tutto bianco", e lo fa con una semplicità disarmante: non è in cerca di pietà e compassione, non prova a commuoverci raccontandoci i dettagli più strappalacrime della sua esistenza... No, lei è pacata e sincera, e ci si mostra in tutta la sua essenza, descrivendo con spontaneità i dettagli quasi più banali della sua vita, quelli che quasi tenderemmo a non notare. Ci parla dei suoi libri, dei suoi corsi online, dei suoi vestiti e ci fa empatizzare con lei ancora prima di farci sapere che è malata.

Ho letto molti più libri di voi. Per quanti possiate averne letti, io ne ho letti di più. Credetemi. Ne ho avuto tutto il tempo.

martedì 15 agosto 2017

RECENSIONE: Nessuno come noi di Luca Bianchini

Leggero, ma dolce


Non sono molti i libri di autori italiani che mi sono piaciuti… Ma Nessuno come noi di Luca Bianchini  è tra i pochi che hanno ottenuto la mia approvazione.
La storia di Vince (Torino, anno 1987) è semplice e carina, leggera e dolce. 





TITOLO: Nessuno come noi
AUTORE: Luca Bianchini

EDITORE: Mondadori
PAGINE: 250

EAN: 9788804674986


TRAMA:
Torino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente. In classe Vince, Cate e Spagna vengono chiamati "Tre cuori in affitto", come il terzetto inseparabile della loro sit-com preferita. L'equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall'arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po' arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro. Romeo sta per compiere diciotto anni, incarna il cliché degli anni Ottanta e crede di sapere tutto solo perché è di buona famiglia. Ma Vince e Cate, senza volerlo, metteranno in discussione le sue certezze. A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l'appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell'adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell'amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando "non dovrebbe". In un liceo statale dove si incontrano i ricchi della collina e i meno privilegiati della periferia torinese, Vince, Cate, Romeo e Spagna partiranno per un viaggio alla scoperta di se stessi senza avere a disposizione un computer o uno smartphone che gli indichi la via, chiedendo, andando a sbattere, scrivendosi bigliettini e pregando un telefono fisso perché suoni quando sono a casa. E, soprattutto, capendo quanto sia importante non avere paura delle proprie debolezze.



RECENSIONE:

Nessuno come noi
è un romanzo da ombrellone: non molto impegnativo, però piacevole. Una lettura tranquilla, perfetta per un paio di pomeriggi tra sole, acqua e sabbia.


Siamo a Torino nel 1987 e Vincenzo Piscitelli è il classico protagonista un po’ sfigato: secchione, timido, insicuro, premuroso e da sempre innamorato della sua migliore amica, Cate… Che, però, pare non accorgersi dei sentimenti di Vince (come si fa chiamare da tutti), considerandolo semplicemente la spalla su cui piangere nei momenti di disperazione.
Cate è la tipica ragazza che farebbe di tutto per farsi notare dai ragazzi e per essere considerata “alla moda”.
Il suo comportamento nei confronti dell’amico me l’ha resa antipatica dalle prime pagine: in teoria dovrebbero essere migliori amici da anni, ma, in realtà, non si comportano come tali: Cate non si accorge dei sentimenti che Vince prova per lei, ma, anzi, passa le sue giornate a parlargli di tutti i ragazzi per cui si è presa un’infatuazione (che di certo non sono pochi..). Cate tratta Vince come uno zerbino e lui si fa calpestare tranquillamente, senza avere il fegato di esprimere il suo amore.

La bella biondina non gli dimostra neanche un minimo di affetto o di rispetto, pensa solo a fare sciocchezze e a divertirsi, e si ricorda di avere un amico solo quando si rende conto di poterlo perdere per sempre…

"Se, come il viso, si mostrasse il core."
Ariosto, Orlando furioso

Oltre ai due “migliori amici”, completa il trio deiTre cuori in affittoSpagna: ragazza ribelle, ironica, che se ne frega altamente di ciò che gli altri pensano di lei, facendo tutto ciò che passa per la sua folle testa. Spagna è la colla e l’equilibrio tra Cate e Vince, a lei il compito di appianare le divergenze tra i due.


mercoledì 12 luglio 2017

RECENSIONE: Le sfide di Apollo, La profezia oscura, di Rick Riordan

La fantasia di Riordan non ha limiti.



Eh già… Anche questa volta il mio caro, vecchio amico Rick ha tirato fuori dalla sua magica penna una storia formidabile.
Dopo tutti questi anni ancora rimango sorpresa dalla sua bravura e dall’originalità delle sue storie: insomma, dopo una quindicina di libri ti aspetti anche che abbia esaurito le idee…
E invece no!  



Titolo: La profezia oscura, Le sfide di Apollo vol 2
Autore: Rick Riordan
Editore: Mondadori
Pagine: 396 (rilegato)
ISBN: 9788804676331
Data di pubblicazione: 27/06/17



TRAMA

Il mostruoso Pitone si è rimpossessato dell'Oracolo di Delfi, e questa è solo la prima delle minacce che Apollo ha dovuto affrontare per ottenere il perdono di Zeus e tornare tra gli immortali. Tre malvagi imperatori vogliono ora conquistare tutti gli Oracoli dell'antichità, per interrompere ogni comunicazione tra i semidei e le fonti di profezie necessarie a compiere eroiche imprese. Se gli Oracoli cadranno sotto il dominio del Triumvirato, il dio più bello e vanitoso dell'Olimpo resterà per sempre imprigionato nel corpo di un insignificante sedicenne, Lester Papadopoulos! Con un piccolo effetto collaterale: l'umanità potrebbe essere distrutta. Il destino del mondo è nelle mani del dio del sole, della musica e della poesia, che potrà contare solo sull'aiuto della ninfa Calipso e del semidio Leo Valdez, nonché sul potere esasperante dei suoi strazianti haiku...





RECENSIONE

Dopo aver terminato “L’oracolo nascosto” ero molto curiosa di leggere subito il seguito. Volevo davvero sapere come l'autore avrebbe portato avanti la storia incentrata sul narratore più bizzarro ed egocentrico di sempre: Apollo… o meglio, Lester Papadopoulos.
E già, miei cari, ne “La profezia oscura”, il mio dio preferito non è ancora, purtroppo, tornato a essere molto “divino”. 

"La mattina dopo, Meg mi svegliò con un calcio:« È ora di muoversi.»
Sbattei diverse volte le palpebre e aprii gli occhi. Quando sei il dio del sole, dormire fino a tardi è una gioia rara. E adesso che ero un semplice mortale, la gente continuava a svegliarmi allo spuntare del giorno. Per millenni ero stato io lo spuntare del giorno. Non ne potevo più."


Apollo, intrappolato nel suo nuovo corpo umano, deve continuare il suo pazzo viaggio per cercare di sconfiggere il Triumvirato (ovvero il trio composto dai più crudeli e spietati imperatori romani), liberare gli oracoli e riacquistare la sua sovrannaturale forza e la sua divina bellezza.
Tutto ciò porta Apollo/Lester a raggiungere la città di Indianapolis con l’aiuto di tre vecchi amici: Festus, Leo e Calipso.
Subito i quattro trovano il loro cammino ostacolato da numerosi nemici, tutti al servizio de “Il Nuovo Ercole”, l’antico imperatore romano la cui identità è avvolta nel mistero.
Solo ad Apollo il soprannome fa tornare a galla antichi ricordi e sentimenti segreti …

giovedì 8 giugno 2017

COMING BACK FROM THE DEAD...

Chi non muore si rivede... E chi muore risorge...  Quindi eccomi qui, di ritorno direttamente dal regno di Ade.
Dopo gli ultimi due mesi di estenuanti nottate di studio e verifiche apocalittiche, ho finalmente un (meritato) attimo di riposo. Dico "un attimo" perché questa pausa durerà giusto giusto fino a fine settimana, dopodiché "matura non mi fai paura" ;) Anche se di paura un po' (tanta) me ne fai...

Ho appena iniziato a leggere "On the road" di Kerouac, che, dalla prima cinquantina di pagine, lascia proprio ben sperare. Inizierò, invece, a breve, un romanzo western di due giovani autori emergenti,
"Hermanos" di Bogano e Pozzoli: nonostante io non sia proprio una veterana del genere, la trama e la presentazione del romanzo mi hanno intrigata parecchio :))






Vorrei, ora, lasciare un messaggio per  dire addio salutare quest' ultimo anno di liceo (sono una ragazza follemente sentimentale: non posso proprio evitarlo...).

Le classi si formano per caso... E così, per caso, ci siamo incontrati tutti noi. Ci siamo ritrovati li, 26 (al tempo) spaesati piccoli acerbi liceali, ragazzini ignari delle fatiche e delle gioie, delle sofferenze e delle eroiche imprese che avremmo compiuto insieme. Poco a poco abbiamo iniziato a scambiarci sorrisi e smorfie, a lanciarci frecciatine, a litigare come sciacalli, a odiarci e ad amarci.
Vi ricordate il nostro primo anno? Quanta confusione, quanto casino, quante urla in classe, quanti rimproveri, quante storie e pettegolezzi, quanti schiamazzi... Schiamazzi che durante quest'ultimo anno si sono spesso trasformati in "sshhh" infastiditi, per zittire quel qualcuno che qualche volta si lasciava sfuggire un commento a voce troppo alta. Quante drammatiche verifiche abbiamo affrontato insieme? Quanti prof insopportabili abbiamo sopportato? Quante battutacce e quanti scherzi idioti...? Ve lo ricordate Simone che si nasconde fuori dalla finestra? E Martina che si chiude nell'armadio? I meravigliosi ragazzi più grandi che ci facevano sbavare da dietro i muri? I computerini verde marcio? In questi cinque anni abbiamo cambiato colore di capelli infinite volte, abbiamo cambiato fidanzati/fidanzate, scoperto segreti e lati di noi che mai nessun altro conoscerà. Chi mai si dimenticherà le flemmatica prof di spagnolo? E il comico, buffo, un po' sclerato prof di italiano? Chi mai dimenticherà le agghiaccianti verifiche a sorpresa del prof di inglese? E le assurde corse per finire i programmi? Le foto di classe vestiti da Paesi e da bimbi?
Ma ve lo immaginate, ripensare a tutto questo tra cinquant'anni? O anche, magari, tra quaranta, o trenta, o venti, o dieci, o anche solo tra un paio? Non ci mancheremo? Non vi mancherà la nostra classe di "linguisti" fintamente acculturati? Non vi mancherà scannarci per fissare le interrogazioni programmate? Non vi mancheranno le nostre battute sceme a sfondo storico/filosofico/ letterario che solo noi potevamo capire? Insomma, non vi mancherà sentirvi parte di qualcosa di un po' insensato, casuale, ma profondo? Non la sentite una certa profondità in tutto questo? Nel nostro essere "noi"? Io la sento, e, quasi di sicuro, tutto questo mi mancherà e mi farà versare qualche lacrima.
Anzi, mi sta già facendo versare tante qualche lacrima.



Alex

lunedì 15 agosto 2016

RECENSIONE: Will ti presento Will di John Green e David Levithan


Libro da top 10.

 

Libro trovato per caso sullo scaffale di un’amica, che me lo ha consigliato come l'ottava meraviglia del mondo. Ora le do ragione... e credo che andrò a comprarmene una copia per rileggerlo una volta a settimana ;)



TITOLO: Will ti presento Will
AUTORE: John Green e David Levithan
EDITORE: Piemme
COLLANA: Freeway
PAGINE: 336
ISBN
: 978-88-566-4166-0


TRAMA:
Una sera, nel più improbabile angolo di Chicago, due ragazzi di nome Will Grayson si incontrano. Will e Will non potrebbero essere più diversi, ma dal momento in cui i loro mondi collidono, le loro vite, già piuttosto complicate, prendono direzioni inaspettate, portandoli a scoprire cose completamente nuove sull’amicizia, l’amore e, soprattutto, su loro stessi.





RECENSIONE:

John e David formano una coppia eccezionale: i due Will sono completamente opposti e complementari, ma contemporaneamente simili e vicini l’uno all’altro. 



Il romanzo racconta in parallelo le vite di due Will Grayson, che d’ora in avanti chiamerò Will#1 e Will#2.

Will #1
(presentato da John Green) ha due genitori modello, un’amica di nome Jane della quale potrebbe o meno essere innamorato, e un migliore amico enorme e omosessuale, Tiny.


"Penso a quanto sia importante un migliore amico. Quando ti svegli la mattina e metti le gambe fuori dal letto e appoggi i piedi per terra e ti alzi in piedi. Non è che ti avvicini al bordo del letto e guardi giù per assicurarti che il pavimento sia ancora lì. Il pavimento c’è sempre."
 
Will #2 (raccontato da David Levithan) può essere descritto con un unico, semplice aggettivo: depresso. Estremamente  depresso. Insomma sta solo aspettando il momento giusto per suicidarsi. Will#2 ha una mamma troppo invadente e un’amica che detesta, Maura.
Nessuno dei due Will è davvero felice, sono entrambi intrappolati in una situazione della quale non sono soddisfatti.
Poi si incontrano per caso… e boom, ecco la rinascita, iniziano a vivere.
Dopo un momento da incubo (e voglie omicide)  per Will#2 si chiude una porta e si apre un portone: grazie a Will#1 conosce Tiny.
Eccentrico, esagerato, invadente, un po’ egocentrico, amante della musica e dello spettacolo, bisognoso di amore e pronto a elargirne… Tiny è il ragazzo che Will ha sempre sognato, il ragazzo che potrebbe capirlo, aiutarlo e dargli speranza.

mercoledì 10 agosto 2016

RECENSIONE: The summer trilogy di Jenny Han



Libri passatempo.


Dieci giorni di mare trascorsi tra beach volley, tuffi e libri. Quest’anno ho scelto una lettura leggera, un intrattenimento non troppo impegnativo: The summer trilogy di Jenny Han, letta per intero in inglese.
Impressione generale: c'è di meglio, molto di meglio. Che gran delusione.


  1. L'estate nei tuoi occhi – The Summer I Turned Pretty
  2. Non è estate senza di te It's not summer without you
  3. Per noi sarà sempre estate We'll always have summer

    Autore: Jenny Han
    Editore: Piemme
    Collana: Freeway
    Prezzo: 10, 97 (Amazon)



Belly misura il tempo in estati.Tutto ciò che di bello e magico è accaduto nella sua vita, è accaduto fra giugno e agosto. L'inverno è solo il periodo che la divide dalla prossima estate, dalla casa sulla spiaggia, da Susannah e i suoi due figli, da Conrad e Jeremiah. Loro sono gli amici con cui è cresciuta: Jeremiah è il ragazzo su cui contare, Conrad quello che ti fa battere il cuore. E quest'estate si rivela ancora più speciale, perché sta accadendo ciò che Belly sta aspettando da tempo e che sembrava non sarebbe mal accaduto...

Pagine: 306 
ISBN: 978-8856624892



Belly ha sempre contato ogni singolo giorno che la separava dall'estate, cioè da Conrad e Jeremiah. Ma non quest'anno. Perché Susannah è di nuovo molto malata e Jeremiah ha smesso di curarsene. Tutto quello che nella vita di Belly era bello e giusto sta crollando e lei vuole solo che quell'inverno non finisca mai. Poi però arriva una telefonata che cambia tutto di nuovo: Conrad è scomparso.

Pagine: 322
ISBN 978-88-566-2490-8






Sono passati due anni da quando Conrad ha detto a Belly di mettersi con suo fratello. Da allora, lei e
Jeremiah sono stati inseparabili. Ma la loro relazione non è felice come dovrebbe. Infatti, quando Jeremiah commette il peggiore errore che un ragazzo può commettere, Belly è costretta a chiedersi se quello sia davvero il grande amore. Davvero Jeremiah è li ragazzo giusto? Davvero lei ha smesso di amare Conrad?

Pagine: 347 
ISBN: 978-8856624915





RECENSIONE:

Libri passatempo, questa è la definizione perfetta per la trilogia, che di certo non eccelle per creatività, innovatività o stile coinvolgente. Certi libri ti rimangono impressi a fuoco nella memoria… questo, pur non essendo da buttare, semplicemente… non è nulla di che. La Han ci ha proposto tre libri semplici, freschi, giovani, spensierati, ideali da leggere sotto l’ombrellone nelle calde giornate estive, quando l’unico desiderio è godersi le vacanze senza troppe preoccupazioni; oppure - perché no? -  in quelle fredde e monotone giornate invernali per cercare di ricordare il sapore del mare, il sole bollente sulla pelle e i granelli della sabbia tra le dita dei piedi. 

venerdì 29 luglio 2016

RECENSIONE: La Signora della Mezzanotte di Cassandra Clare



Prima recensione della mia vita. Sono quasi esageratamente emozionata.

Qual è il fortunato libro scelto per iniziare la mia avventura da blogger?
Niente di meno che l’ultima opera della, a mio parere, favolosissima Cassandra Clare. Eh sì, stiamo parlando del primo volume di “The Dark Artifices”, la celeberrima e molto discussa (per i problemi di stampa e inedito) “Signora della Mezzanotte”.

 ATTENZIONE: SPOILER!




Titolo: Signora della mezzanotte -Shadowhunders-
The Dark Artifices
Autrice: Cassandra Clare 
Editore: Mondadori
Genere: Urban Fantasy
Link acquisto: Signora della mezzanotte. Shadowhunters: 1

TRAMA:

Los Angeles 2012. Sono passati cinque anni da quando Emma Carstairs ha perso i genitori, barbaramente assassinati. Dopo il sangue e la violenza a cui ha assistito da bambina, la ragazza ha dedicato la sua vita alla lotta contro i demoni ed è diventata la Shadowhunter più talentuosa della sua generazione. Non ha però mai smesso di cercare coloro che hanno distrutto la sua famiglia e, quando si rende conto che l’unico modo per arrivare ai colpevoli è quello di allearsi con le fate, da anni in lotta con gli Shadowhunters, non si tira indietro. È una partita molto pericolosa, ma Emma, insieme a Julian, suo migliore amico e parabatai, ha tutte le intenzioni di giocarla fino in fondo. Non solo la ragazza potrebbe finalmente vendicarsi, ma per Julian si apre la possibilità di riabbracciare il fratello Mark, che anni prima era stato costretto a unirsi al Popolo Fatato. Inizia così una corsa contro il tempo, un’indagine ricca di colpi di scena, dove i bluff e i doppi giochi non mancano e i sentimenti più profondi sono messi a dura prova. Compreso quello che lega Emma e Julian, forse di natura diversa rispetto a quel legame puro, unico e indissolubile che dovrebbe unire due parabatai.

 
RECENSIONE:

Impressione dell’immediato post-lettura: un solo pensiero in testa, un’urgenza assoluta, un bisogno che volevo, ma non potevo in alcun modo, colmare: “Voglio il continuo”.
Nelle prossime righe ci saranno spoiler ( perché, per quanto io mi possa impegnare, ho purtroppo il brutto vizio di farmi prendere dall’emozione e di spifferare dettagli ovunque).
Le ultime tre pagine ( la scena Emma/Mark e l’epilogo), sebbene siano un pochino prevedibili, mi hanno lasciata con desiderio, con una grande curiosità. Ho una passione insana per le tresche amorose, recitate o reali che siano…
Da un punto di vista generale, visione d’insieme… non male, anzi,  molto bene. Altro ottimo lavoro della cara Cassandra, che non smette mai di stupire con la sua incredibile capacità di essere innovativa pur muovendosi su un terreno ormai già abbondantemente esplorato.
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