mercoledì 18 aprile 2018

EMME INTERVISTA... Annarita Guarnieri

Buongiorno a tutti!
Abbiamo appena pubblicato la recensione del racconto La stanza di Annarita Guarnieri, realizzata in occasione della collaborazione con la rivista Il lettore di Fantasia.
Ora vi facciamo conoscere meglio l'autrice con una bella intervista ;)




Inizio subito con una “sviolinata”: il tuo racconto mi è piaciuto e anche molto. Detto da me è un signor complimento, dato che tendenzialmente è difficile che qualcosa mi colpisca così positivamente.
Fatta la doverosa premessa comincio con le domande.

1. La prima domanda che ti voglio porre è ormai di rito per tutti gli autori: da dove nasce il racconto “La Stanza”? Da cosa hai tratto ispirazione?
Allora, in realtà il racconto esula completamente dalle cose che scrivo di solito, in quanto si tratta prevalentemente fantasy e fantascienza. Per la sua genesi bisogna tornare agli anni Ottanta e a un sogno che ho fatto… ho sempre sogni avventurosi. Tutto quello che mi era rimasto impresso era quest’ uomo che usciva da quello che sembrava un rifugio antiatomico, e si trovava in una terra deserta. Quel frammento, così com’era, non mi serviva a molto, così ci ho pensato su e ho finito per scrivere qualcosa che sta un po’ a cavallo fra il kafkiano e il noir.

2. Sempre restando sul tuo racconto, hai trattato un argomento non semplice da descrivere e ci sei riuscita benissimo, ma cosa volevi trasmettere ai lettori? Qual era il tema che più ti era a cuore?
Credo che la cosa che avevo maggiormente dentro quando ho scritto quel racconto è stata l’angoscia… prima l’angoscia della situazione in cui il protagonista si trova, poi quella di ritrovarsi praticamente in manicomio. In realtà, penso soprattutto di essermi messa a confronto con la mia più grande paura, che è quella di perdere il controllo della mia mente, ciò a cui tengo di più, sia come traduttrice che come scrittrice.

3. Ora passiamo al resto della tua opera. Non ti conosco come autrice ma immagino tu abbia scritto altro, giusto? Di solito di cosa ti piace scrivere?
In realtà io sono sulla breccia da 40 anni come traduttrice, ma ho sempre scritto, in passato a livello amatoriale. Negli anni Ottanta ho anche preso il Premio Italia per il miglior racconto amatoriale con un racconto basato su Star Trek, che amo ancora adesso. Negli ultimi anni sono finalmente riuscita a pubblicare a livello professionale, qui in Italia prevalentemente racconti, mentre negli USA sono usciti due libri un po’… particolari. Infatti, il lato “Mister Hyde” della sottoscritta è di inveterata gattara nonché amante di tutti gli animali. Negli USA ho pubblicato un manualetto sui gatti con episodi di vita vissuta raccontati come esempi, e la biografia del mio pastore belga, The Importance of Being Shine. Il mio genere preferito è il fantasy, ma in genere scrivo dove mi porta l’ispirazione. Oltre a La Stanza, è appena uscito un mio racconto mainstream “La Notte di San Lorenzo” nell’antologia Quando i Sogni Muoiono all’Alba, edito da Solfanelli, mentre un mio racconto umoristico di fantascienza, “Un Brusco Risveglio”, uscirò a breve su Andromeda. In realtà, sono le storie che chiedono di essere scritte, io uso soltanto la tastiera.

4. Per salutarti vorrei chiederti un’ultima cosa: ti va di condividere con noi una frase o citazione che ti ispira nel tuo lavoro di scrittrice?
In realtà non c’è una frase specifica, piuttosto, c’è ogni parola scritta da un autore, David Gemmell, che rimane il mio preferito in assoluto e che considero un po’ il mio maestro quanto a ispirazione. Tradurre le sue opere mi ha dato moltissimo, anche se credo che in me sia rimasto un pizzico di ogni autore che mi è stato dato da tradurre.

Ti ringrazio per la tua disponibilità. Per quanto mi riguarda non vedo l’ora di leggere qualcos’altro di tuo e magari, perché no, fare un’altra recensione.

Annarita, con estrema dolcezza, ha fatto un'aggiunta:
"Caro Emme, in conclusione ti voglio ringraziare per aver apprezzato il mio racconto, che è forse la cosa più strana che abbia scritto finora.
Se vuoi leggere altro, ti consiglio quei due racconti che ti ho citato, e anche “Salvate la Tigre”, un fantasy umoristico pubblicato su Inchiostro.
Al momento (non lo hai chiesto, ma te lo dico lo stesso) sto lavorando a un racconto di fantasociologia teso a condannare l’uso smodato e disumanizzante che ormai facciamo di cellulari, tablet, eccetera, e che si intitola “Tutti i suoni del silenzio”.
Aggiungo che da buona gattara vivo con 15 gatti e… udite udite… la gallina Cocò
Un abbraccio
Annarita" 

E niente, io sono commosso. 


Spero che l'intervista vi sia piaciuta, fatemi sapere cosa ne pensate.

Emme 
 

 QUI potete trovare la recensione del racconto La stanza.


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