Premessa: credo che sia molto difficile scegliere "5 regali per amanti della lettura" senza avere in mente un destinatario preciso, perchè, ovviamente, il dono deve essere conforme ai gusti e alle preferenze di chi lo riceve. Insomma, mica posso regalare una maglietta di Colpa delle stelle a un amante di Lovecraft XD
In generale i regali per lettori possono spaziare dai libri stessi a tutta l'oggettistica collegata, quindi segnalibri, portalibri e gadget dei libri amati, come tazze, magliette, penne, poster, calendari, bamboline... Io, personalmente, vorrei ricevere tante tazze decorate con le frasi tratte dai romanzi che adoro *-*
Inoltre, trovo particolarmente vincente l'idea di regalare le pubblicazioni speciali/ edizioni limitate di autori che sappiamo piacere al destinatario. Oppure, una soluzione molto carina, e soprattutto utile, sono le gift card delle librerie, che diventano perfette quando non si sa che pesci pigliare ;)
Perciò, oggi mi focalizzo su un destinatario in particolare... e vi elenco i 5 regali che farei a Marta.
TITOLO: Tartarughe all'infinito (Turtles All the Way Down)
AUTORE: John Green EDITORE: Rizzoli PAGINE: 352 LINK ACQUISTO: QUI TRAMA:
Indagare sulla misteriosa scomparsa del miliardario Russell Pickett non
rientrava certo tra i piani della sedicenne Aza, ma in gioco c’è una
ricompensa di centomila dollari e Daisy, Miglior e Più Intrepida Amica
da sempre, è decisa a non farsela scappare. Punto di partenza delle
indagini diventa il figlio di Pickett, Davis, che Aza un tempo conosceva
ma che, pur abitando a una manciata di chilometri, è incastrato in una
vita lontana anni luce dalla sua. E incastrata in fondo si sente anche
Aza, che cerca con tutte le forze di essere una buona figlia, una buona
amica, una buona studentessa e di venire a patti con le spire ogni
giorno più strette dei suoi pensieri.
RECENSIONE:
Questo libro mi ha provocato reazioni contrastanti, molto contrastanti: l'ho amato, mi ha rapita, coinvolta, mi ha commossa e mi ha fatta piangere disperatamente fino ad odiarlo.
Io ho sempre amato gli incipit di John Green (come dimenticare quello di Will ti presento Will ahah) e anche questa volta non mi ha delusa: il romanzo inizia nel pieno di una giornata di Aza, inizia nel mezzo del casino della sua mente e te la fa scoprire così, con semplicità e immediatezza.
Nel periodo in cui ho capito per la prima volta che forse ero una
creatura di finzione, passavo i giorni dal lunedì al venerdì in
un’istituzione finanziata da denaro pubblico nella zona nord di
Indianapolis chiamata White River High School, dove mi veniva richiesto
di consumare il pranzo a una certa ora – tra le 12.37 e le 13.14 -da
forze tanto più grandi di me che non riuscivo nemmeno a cominciare a
identificarle. Se queste forze mi avessero imposto un momento diverso
per il pranzo, o se in quel giorno di settembre i compagni di tavolo che
mi aiutavano a scegliere il mio destino avessero scelto un argomento di
conversazione diverso, avrei incontrato una fine diversa, o quanto meno
una diversa metà. Ma stavo iniziando a imparare che la vita è una
storia che si racconta di te, non una storia che racconti tu.
Ovvio, tu fai finta di essere l’autore. Devi. Pensi: Adesso decido di andare a pranzo, quando quel bip monotono
risuona dall’alto alle 12.37. Ma in verità è la campanella a decidere.
Tu credi di essere il pittore, e invece sei la tela.
Aza Holmes è una protagonista assolutamente intrigante: la sua vita è
assurda nella normalità e i suoi pensieri mi hanno catturata
all'istante. Soffre di disturbo ossessivo complusivo e la sua mente segue una strada tutta sua: quando entra nella spirale, non riesce più a uscirne, si stringe sempre di più, sempre di più, lei cade giù e non riesce a risalire, non si sente più se stessa e combatte contro i suoi pensieri, che, come dice lei, non sono lei. Perché lei non controlla nulla, lei è schiava della sua vita. Lei non scrive la sua storia, la sua storia scrive lei.
Il fatto sorprendente di questo romanzo, e sorprendentemente vero, è che Aza è così e basta. Vorrebbe cambiare, sparire, scappare dalla sua testa e dalla sua ossessione per i batteri, lei sa che baciare qualcuno non la ucciderà... ma semplicemente non riesce a fuggire. Resta in trappola.
Mi ha fatto male leggere le sue parole. Mi ha fatto male vederla con Davis e con Daisy e perfino con sua mamma. Mi ha fatto male leggere le sue due voci litigare per obbligarla a comportarsi in un certo modo.
Ho amato Davis. Questo ragazzo è meraviglioso: il suo blog, le sue frasi, le sue paure... è sempre intenso e sincero, spaventato e e coraggioso allo stesso tempo. Mi sono persa nel suo cielo di stelle, ve lo giuro (Davis ama l'astronomia).
"Questa cosa di tenebre / Riconosco come mia."
William Shakespeare
Ha detto più di una volta che la pioggia di meteore sta succedendo, al di là del cielo coperto, anche se noi non la vediamo. Chi se ne importa se sa o non sa baciare? Sa vedere attraverso le nuvole.
Come non citare, poi, la stravagante Daisy? La migliore amica di Aza che scrive fanfiction su Chewbecca e Rey, che lavora da Chuch E. Cheese e che da Applebee ordina sempre la stessa portata: questa ragazza è una forza, è la goia e la positività, la leggerezza e il sorriso di questo libro.
Lo stile dell'autore è accattivante e diretto. Le riflessioni e i
pensieri stravaganti, che John Green non dimentica mai di regalarci, mi
hanno ricordato quanto mi fossero mancati i suoi libri.
Per capire cosa non mi è piaciuto, vi devo fare qualche spoiler sul finale, non posso evitarlo. Se siete interessati cliccate sul pulsante qui sotto... altrimenti saltate in fondo ;)
Per il tema trattato, non ho potuto evitare di confrontare questa storia con A Tragic Kind of wonderful, nel quale la protagonista soffre di disordine bipolare. Le due ragazze si assomigliano, hanno la stessa paura di chi sono e lo stesso rapporto complicato con il mondo (anche se, lo ammetto, John Green ha un'eleganza di immagini che Eric Lindstrom ancora si sogna) e le due vicende hanno uno sviluppo simile. Mi aspettavo, quindi, una conclusione altrettanto simile. Una conclusione felice. E invece no. Così non è stato. Lo so, voi mi direte che John Green scrive sempre storie con un finale "tragico"... ma qui è proprio diverso. Lo so che Gus muore e Alaska pure e Margo se ne va e tutto il resto... Ma qui l'autore prende la linea del tempo della vita di Aza e la taglia in due punti, ci racconta la sua storia, però non dà una fine ai suoi tormenti. Tutti i suoi altri protagonisti trovano, in qualche modo, la loro pace. Aza no. Aza non guarisce, non resta con Davis, ad Aza non "va meglio". L'amore non trionfa. So che può sembrare sciocco e infantile, però questo finale non mi è piacuto. L'addio che vuol dire arriverci, non mi è piaciuto. Mi ha fatta disperare. Ecco, vedete, io ho questo problema: mi innamoro delle storie e dei personaggi, perciò voglio che stiano tutti bene. Mi fa male sapere che soffriranno ancora quando io ho terminato l'ultima pagina.
Conclusione? Se vi piace il genere, è un libro da divorare... ma, se il vostro cuoricino è fragile come il mio, preparatevi a soffrire :(
VOTO:
Conoscete John Green? Quali suoi libri avete letto? Vi sono piaciuti?
Vorreste leggere Tartarughe all'infinito?
Alex
FOCUS SUL TITOLO:
“Turtles All the Way Down”, tradotto in italiano è “ogni tartaruga poggia su un’altra tartaruga”
e si tratta di un’espressione comunemente utilizzata per riferirsi al
problema della regressione infinita in cosmologia, a cui si fa
riferimento anche in un libro di Stephen Hawking:
«Un famoso scienziato tenne una volta
una conferenza pubblica su un argomento di astronomia. Egli parlò di
come la Terra orbiti attorno al Sole e di come il Sole, a sua volta,
compia un’ampia rivoluzione attorno al centro di un immenso aggregato di
stelle noto come la nostra galassia.
Al
termine della conferenza, una piccola vecchia signora in fondo alla
sala si alzò in piedi e disse: “Quel che lei ha raccontato sono tutte
frottole.
Il mondo, in
realtà, è un disco piatto che poggia sul dorso di una gigantesca
tartaruga.” Lo scienziato si lasciò sfuggire un sorriso di superiorità
prima di rispondere: “E su cosa poggia la tartaruga?” “Lei è molto
intelligente, giovanotto” disse la vecchia signora. “Ma ogni tartaruga
poggia su un’altra tartaruga!” »
Oggi andrò alla Fiera dell'Artigianato a Milano *-*
Mi sento come una bambina che sta per ricevere un regalo bellissimo: so già che passerò il pomeriggio saltellando in giro per la fiera tutta felice e contenta... e di sicuro comprerò un mezzo miliardo di braccialettini colorati. Insomma, una specie di Natale anticipato ahah
Torniamo con la nostra nuova rubrica, Un classico e un buon tè, nella quale io e Emme ci impegniamo a fondo (cercando anche di andare d'accordo...) per trovare l'accoppiata perfetta per voi!
Ogni martedì io e il misterioso Emme ci dedichiamo, infatti, a un abbinamento molto difficile e delicato:
lui sceglie un classico (della letteratura mondiale) che considera
imperdibile, e io vi consiglio il tè/infuso perfetto da abbinarci.
Ormai questa rubrica è diventata anche il momento in cui vi informo su come procede la mia vita... quindi ecco qui un breve riassunto dei miei ultimi giorni ;)
Sul fronte Sherlock, siamo completamente bloccati, calma piatta: non sono andata oltre la seconda stagione.
Sul fronte letture, mi sto disperando: ieri sono tornata dall'università alle quattro, ho iniziato a leggere Tartarughe all'infinito alle cinque e l'ho finito prima di cena. Se vi dicessi che ho pianto sul finale... pensereste che sono fuori di testa?
Passeggiando per la Fiera della Microeditoria di Chiari (come Alex vi aveva già accennato), ci capitò di essere fermati da un losco figuro, il quale tentò di propugnarci degli strani fascicoli. Sulle prime, come mamma ha insegnato (non si accettano caramelle dagli sconosciuti), pensai: "Non si accettano volantini dagli sconosciuti." Finché, da gran osservatore quale non sono, notai l'enorme cartellone alle spalle del losco figuro: "Il Lettore di Fantasia, selezione gratuita di racconti di fantasia".
La curiosità prese allora il sopravvento e decisi di chiedere di cosa si trattasse, arrivando a scoprire questo interessantissimo progetto: Il Lettore di Fantasia è, infatti, un moderno tentativo di recuperare, direttamente dal passato, il metodo di divulgazione di racconti tramite "rivista".
Grazie a una compagna Patreon (sito per crowdfounding) è possibile,
volendo, aiutare la redazione nel raccogliere fondi per portare avanti
questa curiosa attività, sottoscrivendo un vero e proprio abbonamento
che permette di farsi spedire a casa i numeri della rivista in cartaceo.
Tuttavia (le bellezze dell'internet) non è necessario pagare un
centesimo per poter seguire questa iniziativa, visto che è possibile
trovare ogni uscita direttamente sul loro sito.
Ciaooo a tutti!
Dopo molto tempo, rieccomi qui sul blog: scusate la mia momentanea scomparsa, ma la scuola mi aveva rapita...
Sono felicissima di fare il mio gran ritorno con questa fantastica rubrica *-*
Oggi vi accogliamo con il ritorno della nostra rubrica tutta in giallo! WMW, che sta per "Who Murdered Whom?", è interamente dedicata ai capolavori di celebri autori di gialli: suicidi un po' bislacchi, omicidi ingegnosi, colpevoli inimmaginabili, morti, furti, eredità, gelosia, colpi perfetti e detective geniali vi aspettano.
La rubrica non è formata da vere e proprie recensioni, bensì è un po' "un assaggio del delitto": noi presentiamo il caso d'omicidio (?), i personaggi e i punti forti del racconto... sta a voi provare a calarvi nei panni dell'investigatore di turno e tentate di risolvere il mistero.
Oppure potete semplicemente decidere di gustarvi il libro ;)
Dieci piccoli indiani (Ten Little Niggers negli Stati Uniti) è un romanzo giallo scritto da Agatha Christie. È considerato uno dei suoi capolavori. Fu pubblicato in Gran Bretagna nel 1939; in Italia uscì per la prima volta nell'agosto 1946 col titolo ...E poi non rimase nessuno, romanzo numero 10 della collana Il Giallo Mondadori. Con il suo sensazionale record di 110 milioni di copie, è il libro
giallo più venduto in assoluto, e si è pertanto piazzato all'undicesimo
posto nella classifica dei best-seller con più incassi della storia
(terzo posto se consideriamo solo i romanzi). Il luogo dove è ambientata la storia è ispirato a un'isola tidale posta di fronte al Devon.
Buon dì mondo!
Sarò rapidissima oggi... perchè devo studiare... e perché voglio finire la seconda stagione di Sherlock ;) Galeotta fu la mia prof di semiotica ahahah
What did you recently
finish reading?
Un saggio mica male: impegnativo, certo, ma anche molto interessante e soddisfacente. Percy Shelley si è dimostrato quasi meglio della moglie ;)
Potete trovare QUI la mia recensione.
Ecco qui il terzo appuntamento con Un classico e un buon tè, la nuova rubrica in cui io e Emme collaboriamo per rendere deliziose le vostre letture!
Ogni martedì io e il misterioso Emme ci dedichiamo a un abbinamento molto difficile e delicato:
lui sceglie un classico (della letteratura mondiale) che considera
imperdibile, e io vi consiglio il tè/infuso perfetto da abbinarci.
Faccio un brevissimo commento sulla mia vita personale, prima di iniziare: sto continuando a guardare Sherlock... e niente, è troppo meravigliosamente stupendo *-*
Ok, ora precediamo ;)
Oggi vi segnalo il romanzo di un'autrice che ho incontrato alla fiera della microeditoria di Chiari, un paio di settimane fa. Si tratta di un fantasy, per la precisione del sesto fantasy di Marta Leandra Mandelli: è un libro autoconclusivo, di stampo classico ed epico.
TITOLO: Waylock - I principi di Shirien AUTRICE: Marta L. Mandelli EDITORE: A. CAR. LINK ACQUISTO: QUI
TRAMA:
Il castello di Waylock ha assistito alla nascita e alla caduta di
innumerevoli dinastie. Da dietro le sue mura di basalto, domina la città
di Shirien e beneficia del flusso di magia dell'Oltre. Possedere
Waylock significa controllare tutto il corso del Wierden e avere un
ruolo cruciale nell'economia delle Terre dell'Ovest. Per questo Derein e
Charmond si sono battuti fino quasi all'annientamento, in un ultimo e
sanguinoso scontro. Ma sarà davvero l'ultimo? Mentre il Re Invincibile
confida nella diplomazia per preservare la pace, la principessa Lysanne
si imbatte in un altro mistero: alcuni dei bambini che guariscono dalle
febbri non tornano più come prima. Cosa ruba loro la malattia e perché a
lei non è successo? Per salvarli - e salvare anche se stessa e le
persone che ama - Lysanne dovrà muoversi tra intrighi di potere,
decifrare le ambigue figure che popolano la corte e comprendere fino in
fondo il mondo dello Spirito dell'Oltre. Non sarà sola, qualcuno sta già
vegliando su di lei. Proprio in questo momento, la segue tra le vie di
Shirien ed è pronto a sguainare la spada. Intanto, Waylock e i suoi
segreti si preparano a una nuova guerra, la più pericolosa di tutte...
Buongiorno <3
Sono felicissima, super emozionata: sto aspettando questo giorno dall'inizio del mese!
Perchè? Perchè l'argomento del 5 COSE CHE di oggi mi piace da impazzzire *-*
Sono un po' strana e, ogni tanto, adoro farmi ossessionare dai nomi dei personaggi dei libri, quindi questo è proprio il tema perfetto per me...
5 LIBRI IN CUI I PERSONAGGI HANNO NOMI STRANI O IMPRONUNCIABILI
(il post l'ho costruito un po' a modo mio... quindi trovate il personaggio "dal nome strano" e poi il libro da cui è tratto)
ALASKA YOUNG
da Cercando Alaska di John Green
LESTER PAPADOPOULOS
da Le sfide di Apollo di Rick Riordan
RAGNOR FELL
da Shadowhunters di Cassandra Clare
PATCH
da Hush Hush di Becca Fitzpatrick
CALLUM ROYAL
da Paper Princess di Erin Watt
Conoscete questi personaggi? Quali libri avete scelto? Vi piace farvi intrigare dai nomi assurdi?
Alex
Approfitto dell'occasione per farvi sapere che il 3 dicembre (sul blog Milioni di Particelle) inizierà un meraviglioso blogtour dedicato al mio romanzo Vuoi conoscere un casino?.
L'evento terminerà il 22 dicembre con un giveaway... Non perdetevelo!
TITOLO: Saggio sul Diavolo AUTORE: Percy Bysshe Shelley ANNO DI STESURA: 1819/1820
SOGGETTO:
Nello spirito, seppur non nello stile, è una delle prime produzioni di
Shelley, ed è stato scritto probabilmente nel 1819; in ogni caso non più
tardi del 1820. A causa del suo approccio satirico, il lettore potrebbe
non intenderne lo scopo, che è quello di attaccare le superstizioni e
le mitologie della religione cristiana. Nella "Necessità dell'ateismo" e
nelle note a "La regina Mab" Shelley è diretto ed esplicito, ma in
questo saggio, pur caratteristicamente shelleyano nel tema, il metodo
d'approccio dell'autore è più sottile. Disarmerà il lettore appellandosi
al suo senso del ridicolo, ma alla fine avrà raggiunto il suo scopo:
rendere chiaro che una fede nel Diavolo e in altri miti cristiani non
può accompagnarsi con la scienza e la ragione.
Qualcuno ha visto la serie Sherlock? La mia prof di semiotica ci ha dato il compito di guardare il primo episodio... e mi ha proprio convinta: ho trovato la mia prossima piccola "ossessione" ;)
Comunque, tornando ai libri, vi aggiorno sulle mie letture della settimana con il WWW.
Un seguito imperdibile! Adesso io non vedo l'ora di iniziare Obsidio, il terzo e ultimo volume della serie. Sono indecisa sulla lingua in cui lo leggerò: dovrei finire la storia in italiano o provare ad assaporare l'originale?
What are you currently
reading?
Breve, ma complesso. Ho qualche problema a coglierne l'ironia e, stranamente, la traduzione mi sembra più difficile della versione originale (sto leggendo con testo a fronte). Domani io e Emme dovremmo riuscire a farvi avere la nostra recensione :)
What do you think
you'll read next?
Non mi pronuncio al riguardo, tanto ultimamente non riesco mai a cominciare il libro che mi sono prefissata: sono tre settimane che rimando D'Avenia, Green e Zusak... e chissà se mai li leggerò :(
Buongiorno
a tutti! Oggi
mi si prospetta una giornata lunghissima e molto impegnativa... ma, per
fortuna, avrò Percy Shelley a tenermi compagnia ;)
Per
chi non lo sapesse, Un classico e un buon tè è una nuova rubrica che ho creato
con il mio amico Emme: lui vi propone un'opera imperdibile della letteratura
mondiale, mentre io vi consiglio il tè/ infuso perfetto da abbinarci. Vi
lascio a questa seconda "puntata":)
Vi è piaciuto il consiglio? Che ne pensate di questa nuova rubrica?